C’è una nuova puntata nella telenovela “mensa gratis/per chi/ come” che nel 2018 aveva visto diversi comuni in Lombardia schierarsi su posizioni opposte: da chi voleva negare il diritto alla mensa ai morosi a chi riteneva che si dovesse avere un occhio di riguardo per i meno abbienti, a chi invocava il medesimo trattamento e rispetto delle regole per tutti. A scriverla, è il sindaco di Rozzano, Gianni Ferretti che ha deciso: “Tutti gli alunni avranno il pranzo gratis, a scuola. I figli delle famiglie che la mensa possono pagarla, ma anche quelli delle famiglie morose nei confronti del Comune, che sia per la refezione scolastica o altre tasse comunali. A patto, però, che questi genitori sottoscrivano e rispettino un piano rateale di rientro dei debiti”.

Una misura a beneficio di 4.500 studenti

Per i 42 mila abitanti del comune alle porte di Milano, martedì 12 settembre si riprende l’anno scolastico con una novità non da poco, insomma: la misura al momento è unica in Italia e riguarda le scuole materne, elementari e medie, per un totale di 4.500 studenti. Per finanziare l’acquisto dei pasti — che sono a cura dell’Ama, partecipata comunale — sono stati stanziati 2 milioni 600 mila euro.

Unici esclusi, i non residenti

Gli unici a pagare saranno i non residenti, per cui le tariffe andranno, a seconda dell’Isee famigliare, da 1 euro e 55 centesimi a 5 euro e 99. “Consideriamo la refezione scolastica parte integrante di un percorso educativo e lo valutiamo come un diritto costituzionale”, spiega il sindaco Gianni Ferretti. “Auspico che queste scelte favoriscano anche il meccanismo di sanare debiti pregressi”.