“Le procedure di unioni o fusioni di Comuni rappresentano certamente un beneficio effettivo per gli enti, ma è necessario ripartire con un livello istituzionale che faciliti le aggregazioni, senza imposizioni ma che facilitino per esempio l’interscambio di personale o la condivisione di progetti su area vasta non imposti e finanziati. Non da ultimo c’è la necessità di ridare un ruolo alle istituzioni intermedie come le province o le comunità montane che possono assumere l’importante ruolo di enti di raccordo”.

Lo ha detto il Presidente di Anci Lombardia Virginio Brivio intervenendo alla XIX Conferenza dei Piccoli Comuni Anci nel corso della tavola rotonda ‘Gestioni associate da obbligo a volontarietà. Sindaco protagonisti dei nuovi assetti del territorio’.

“Questi processi – ha aggiunto Brivio – devono certamente essere convenienti dal punto di vista economico, ma non basta. In Lombardia, dove le sfide da cogliere sono tante, vi sia anche la consapevolezza che molte di queste sfide non coincidono con i confini del proprio territorio comunale.  Riconoscere che molte questioni superano i confini del proprio territorio e del proprio agire politico sarebbe un grande salto di qualità importante e per fortuna questo rappresenta un traguardo che in Lombardia stiamo pian piano raggiungendo”.
“Gravissimo poi – ha sottolineato il Presidente di Anci Lombardia – il livello attuale di disaffezione della politica che ha portato tanti Comuni all’ultima tornata elettorale a non avere nessun candidato sindaco o consigliere. Come Anci stiamo investendo molto sul coinvolgimento, specie dei giovani, grazie anche alla diffusione di buone pratiche. Una disaffezione causata forse dalle grandi responsabilità, dalla burocrazia o semplicemente da una crisi della partecipazione politica. I Comuni che storicamente hanno saputo vivere o superare crisi importanti sono certo che anche questa volta sapranno rimettere in moto la macchina della cittadinanza attiva”.