Grazie ai Laboratori Sociali di comunità e alla Scuola dei Laboratori, a Pavia si creano e si condividono esperienze di partecipazione.

Ospitano, connettono e aiutano a far nascere le azioni di Fare #BeneComune, uno dei progetti della quarta edizione del progetto “Welfare di comunità” di Fondazione Cariplo, che vuole rendere Pavia una città sempre più “family friendly” connettendo energie e risorse, rinsaldando legami e generando reti di mutualità tra famiglie.

Creare e condividere esperienze di partecipazione

L’obiettivo di Fare #BeneComune è la creazione di 10 Laboratori permanenti di comunità per sviluppare esperienze di partecipazione e di co-produzione sociale e offrire un calendario di attività. Dopo un anno, i laboratori avviati sono già 7, distribuiti sul territorio pavese; sono luoghi di collaborazione e attivazione declinati di volta in volta secondo le peculiarità dei quartieri in cui nascono, delle organizzazioni che li animano, delle comunità che li popolano.

Si è puntato molto sui gruppi informali di genitori presenti sul territorio in quanto gruppi con forte motivazione, energia e grande senso pratico. Sono stati mappati, messi in rete, sono stati offerti loro dei luoghi dove incontrarsi ed è stato organizzato un momento di formazione per riflettere sul loro percorso.

Per far conoscere i Laboratori Sociali e intercettare sempre più famiglie, sono stati creati dei momenti di promozione all’interno di “Bambinfestival – Diritti in città”, un festival interamente dedicato ai bambini della città di Pavia, realizzato grazie alla sinergia e collaborazione di più di 90 associazioni ed enti del territorio. Come il laboratorio di riciclo creativo per fare riflettere sulla scelta dei prodotti in base all’imballaggio, organizzato da Karen, una donna cilena appena arrivata in Italia e agganciata dal progetto grazie a un laboratorio di scrittura. O come la riflessione portata dall’associazione Marmite che si occupa di accoglienza di minori non accompagnati, dalla quale è nata un’iniziativa solidale straordinaria: molte famiglie a Pavia infatti hanno deciso di portare i minori non accompagnati nella loro vita familiare invitandoli a pranzo o a giocare insieme ai propri figli.

Alcuni Laboratori Sociali sono nati intorno a dei luoghi. Luoghi con del potenziale o luoghi già presidiati come le biblioteche, i centri di aggregazione, i teatri, le associazioni, le case popolari dei quartieri Crosione e Scala, che hanno trovato una nuova linfa vitale grazie alla creazione di momenti culturali e sociali.

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Il Centro di aggregazione giovanile nel rione Pelizza era uno spazio dove i ragazzi del quartiere si incontravano occasionalmente il sabato e qualche sera alla settimana. Grazie al Laboratorio Sociale, il centro adesso è aperto tutte le mattine, è diventato un punto di riferimento per l’intero quartiere ed è frequentato da persone di diverse generazioni.

“Grazie alla vetrata che dà sulla strada siamo riusciti a intercettare i neet e alcune mamme straniere alle quali abbiamo offerto un corso d’italiano e un servizio di babysitting.” racconta Elisabetta Della Vigna, educatrice del Centro.

Il Laboratorio Sociale ha inoltre contribuito a dare una maggiore attenzione agli spazi interni del centro. Molto positivo è stato un laboratorio sviluppato in collaborazione con l’officina delle arti durante il quale sono stati colorati e costruiti dei mobili. Nel centro è anche nato uno spazio del riuso dove portare e prendere mobili usati.

 

Ma è nata anche una maggiore attenzione per gli spazi esterni. Facendo rete con la pizzeria e il supermercato, con cui il centro condivide il cortile, è stata organizzata una giornata di pulizia del quartiere. In quell’occasione il supermercato ha offerto le bibite ai volontari. Successivamente è stato organizzato un corso per la cura del verde al quale hanno partecipato sia ragazzi che adulti.

Queste azioni hanno contribuito a migliorare non solo il centro ma l’intero quartiere.

Altri laboratori invece sono nati intorno a un bisogno come è accaduto a Travacò, un comune vicino Pavia, dove genitori e bibliotecari hanno dato vita a uno spazio compiti.

Dalla voglia di confrontarsi con esempi nazionali nasce invece la Scuola dei laboratori sociali, rivolta a operatori dei servizi sociali e culturali pubblici e del privato sociale, a volontari e attivisti, ad amministratori e a cittadini attivi. Obiettivo della Scuola sarà mettere a confronto chi è impegnato nello sviluppo dei Laboratori Sociali pavesi con chi in diverse realtà italiane opera in contesti analoghi. I docenti infatti arriveranno da altre città d’Italia, da Bologna, da Milano, da Genova per condividere le migliori esperienze comunitarie nelle loro città. La scuola che comincerà a ottobre si concluderà a novembre con una visita didattica a Milano in una Casa di quartiere.

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