Eredi Bertè: tavolo in Prefettura per la bonifica dell’area attualmente sottoposta a sequestro. A giudizio dell’ARPA allo stato attuale non esiste un pericolo per la salute pubblica o per l’ambiente.

Eredi Bertè: tavolo in Prefettura per la bonifica dell’area

Su richiesta del Sindaco di Mortara, il Prefetto di Pavia, Silvana Tizzano, ha riunito martedì 23 luglio 2019 in Prefettura un tavolo tecnico al fine di approfondire gli aspetti correlati alle azioni di bonifica dell’area inquinata di proprietà dell’Impresa Eredi Bertè Antonino S.r.l., a seguito del fallimento della stessa.

Alla riunione sono intervenuti l’ Assessore Regionale all’Ambiente e Clima, Raffaele Cattaneo, il Presidente della Provincia Vittorio Poma, il Sindaco di Mortara Marco Facchinotti, il liquidatore fallimentare Dr. Gino Socci ed il Dr. Fabio Cambielli e la Dr.ssa Lia Broglia dell’ARPA.

Area sotto sequestro

Nel corso della riunione è stata registrata la disponibilità di tutte le Istituzioni presenti a supportare il Comune di Mortara sulla questione, pur sottolineando che ogni possibile intervento potrà essere posto in essere solo a fronte dell’inottemperanza accertata della proprietà tenuta per legge alla bonifica e quindi solo dopo che siano state avviate tutte le procedure nei confronti dei responsabili.

È stato, altresì, evidenziato che oggi l’area è ancora sotto sequestro e, pertanto, non è possibile agire senza l’autorizzazione della magistratura, ma che a giudizio dell’ARPA allo stato, non sussiste un pericolo per la salute pubblica o per l’ambiente.

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“La Regione darà il suo aiuto”

L’Assessore Cattaneo, a supporto del Comune di Mortara, propone l’istituzione di un tavolo tecnico permanente con tutti i soggetti interessati per studiare possibili interventi e monitorare la situazione; dal canto suo, il Prefetto Tizzano suggerisce di aggiornare la seduta al prossimo mese di settembre per esaminare sotto il profilo giuridico/amministrativo la situazione e stabilire, in tale circostanza, gli eventuali interventi da porre in essere.

L’assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia, al termine dell’incontro ha dichiarato:

“La situazione è particolarmente complessa e la permanenza del sequestro della magistratura rende oggi impraticabile ogni azione. Il principio da cui partire deve rimanere quello per cui le bonifiche stanno in capo ai soggetti responsabili dell’inquinamento. Un eventuale intervento pubblico può essere giustificato solo nel caso in cui ci sia pericolo per la salute pubblica o ci sia una comprovata inadempienza del soggetto responsabile, su cui comunque il pubblico si dovrà rivalere. La Regione comunque non si sottrarrà a dare il proprio aiuto ” .

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