E’ di 45 giorni il tempo di attesa medio per una visita ambulatoriale in Lombardia. E’ quanto emerge dalla ‘missione valutativa’ condotta dall’istituto regionale Polis e presentata oggi in Regione. La buona notizia, per i lecchesi, è che non si sono registrati aumenti dei tempo di attesa nelle strutture della Ats Brianza che comprende anche Lecco.  Ciò sebbene il tempo medio, per “noi” sia superiore di un giorno rispetto alla media Regionale.

Liste di attesa nella sanità

I dati si riferiscono al periodo 2016/17 e sono stati raccolti a inizio 2018 dalle 8 Agenzie territoriali per la salute (Ats) dalle Aziende socio sanitarie territoriali (Asst). Per le prestazioni strumentali i tempi più lunghi sono per l’ecografia (59 giorni), una tomografia computerizzata (39 giorni), una risonanza magnetica (24 giorni) e una radiografia (15 giorni). Per le mammografie si attende di più per la monolaterale (124 giorni) e per la bilaterale (101 giorni).

Il Problema

Quello delle liste d’attesa, afferma la ricerca, è diventato uno dei problemi più rilevanti per tutti i sistemi sanitari avanzati. I motivi che concorrono a creare questa situazione sono diversi: l’aumento dell’età dei pazienti e quindi della domanda dei servizi; il miglioramento tecnologico per analisi e diagnosi; il comportamento dell’utenza che a volte crea disfunzioni, ad esempio quando la persona prenota ma poi non si presenta e non informa l’erogatore oppure effettua prenotazioni multiple senza comunicare la scelta della sede definitiva; richieste inappropriate determinate sia da prescrittori che dall’utenza; alcune particolari situazioni di carenze organizzative.

I Dati

La missione valutativa sui tempi di attesa per le prestazioni ambulatoriali si basa su dati 2016-2017 raccolti a inizio 2018, quando sono state effettuate anche le interviste alle direzioni generali delle otto ATS, Agenzie Territoriali per la Salute, e alle direzioni generali delle ASST, Aziende Socio Sanitarie Territoriali. Solo nel 2017 le prestazioni erogate in Lombardia sono state quasi 160 milioni, con un aumento di 1 milione e 400 mila rispetto all’anno precedente, con differenze territoriali di rilievo, per esempio sono state registrate 16,67 prestazioni per abitante nel pavese e 11,44 nella bergamasca.

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Aumentano i tempi

Dall’indagine emerge che nel 2017 si è verificato un lieve aumento dei tempi d’attesa medi, ad eccezione delle ATS della Brianza, di Bergamo e di Pavia. Generalmente ad un aumento del tempo di attesa medio è associato un incremento dei volumi delle prestazioni. Per le prestazioni strumentali i tempi più lunghi sono per l’ecografia, 59 giorni, una tomografia computerizzata, 39 giorni, una risonanza magnetica, 24 giorni, e una radiografia, 15 giorni. Se si considera il raggruppamento delle altre tipologie di prestazioni strumentali, per le mammografie si attende di più per la monolaterale, 124 giorni, e per la bilaterale, 101 giorni. Per la spirometria semplice l’attesa è la minore, 13 giorni. Il 54 % delle prestazioni è erogato dal pubblico e il 46 % dal privato accreditato.

Il rispetto della soglia regionale

Le norme regionali prevedono che i tempi massimi debbano essere rispettati da ciascuna struttura sanitaria almeno nel 95% dei casi. I dati della missione valutativa evidenziano che quest’obbligo viene rispettato complessivamente nel 93% delle prestazioni ambulatoriali soggette a monitoraggio e nel 85% dei casi per le prestazioni con tempi di prescrizione più brevi, fino a 60 giorni.