E’ morto e ha lasciato in eredità alla città in cui era nato e cresciuto, Orzinuovi, un patrimonio di quadri e pezzi d’arte. Oltre che 2,5 milioni di euro a parenti e amici. Una storia incredibile quella di Gianfranco Cinquini, che dopo mezzo secolo a Milano ha deciso di distribuire il suo lascito milionario nelle terre che l’avevano visto diventare adulto, e che amava ancora.

Due milioni e mezzo ad amici e parenti

A raccontare la sua vicenda è ManerbioWeek, in un servizio in edicola questa settimana ripreso anche da Bresciasettegiorni.it. Cinquini aveva 94 anni quando è mancato il 31 ottobre scorso, ma nonostante vivesse a Milano da ormai cinquant’anni non aveva dimenticato la Bassa bresciana. Ma quando è stato il momento di aprire il suo testamento, in pochi immaginavano quali fossero le sue ultime volontà. Due milioni e mezzo di euro sono stati infatti distribuiti fra parenti e amici mentre al Comune di Orzinuovi sono andati 94 quadri.

Il precedente a Fornovo San Giovanni

Lascito Nicoli
Un fac simile della scheda voto che i fornovesi troveranno al seggio per il referendum

Morire e pensare agli altri, oltre che ai propri familiari. Una storia che parla di comunità e di generosità quella di Cinquini, che ricorda da vicino quella di Carlo Nicoli,  ex sindaco di Fornovo San Giovanni, in provincia di Bergamo. Anche in questo caso ammontava a due milioni e mezzo, oltre che una villa in centro al paese, il malloppo. Questa l’eredità a sei zeri, tra conti correnti e titoli, che il Comune si è ritrovato tra le mani alla sua scomparsa. Con buona pace dei parenti, i due milioni e mezzo andranno ora a finanziare una o più opere pubbliche. Quali, lo decideranno in un referendum proprio i residenti del piccolo paese a pochi chilometri da Caravaggio.

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