La notizia arriva dal vicino Piemonte, ma anche nella bassa pianura lombarda siamo sufficientemente ferrati sul tema in oggetto: la nutria. Insomma, dalle parti di Novara hanno pensato bene di “fare la festa” al grosso roditore, in entrambi i sensi (quello letterale e quello figurato): per risolvere il problema della proliferazione incontrollata dell’animale, perché non metterlo in padella e creare un evento per dar modo di degustare l’insolito piatto? Detto fatto: geniale fra l’altro il nome della sagra… “Nutriamoci”.

Stoppata dall’Asl la Sagra della nutria

Vista l’abbondanza di nutrie nella zona della Bassa novarese, la Pro Loco di San Nazzaro Sesia (Novara) deve aver pensato fosse una buona idea organizzare una cena a base del noto, ma forse poco appetibile nell’immaginario comune, animale. Tagliatelle al ragù di nutria e nutria in salmì si legge nel menu. Il 23 ottobre avrebbe dovuto dunque tenersi la cena ma, considerato anche l’alto numero di adesioni, l’evento ha destato l’interesse del Comune e dell’Asl. In Italia infatti gli allevamenti di nutrie sono vietati e lo è anche la caccia di questi piccoli roditori. Dunque l’organizzazione avrebbe dovuto giustificare la provenienza dei roditori… da qui lo stop all’evento.

SU NOVARANETWEEK.IT: Sagra della nutria nel novarese: Comune e Asl la vietano

Ma il “copyright” ce l’ha un sindaco di Cremona

Ma non è mica un’esclusiva, eh… Già nella primavera del 2018 il sindaco di un paese del Cremonese,  Michele Marchi, aveva lanciato la medesima proposta, anche se alla fine la nutria se l’era mangiata solo lui….

DA GIORNALEDICREMONA.IT: Il sindaco di Gerre De Caprioli si mangia una nutria

Mantovano il più flagellato, ma ora “fa scuola”

Ma è forse il Mantovano fra tutti i territori di pianura che vive con maggior criticità l’invasione di quello che in molti scambiano spesso come un “grosso topo“.

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Mantova è riuscita a mettere a punto un protocollo di contenimento così efficace, che ha già fatto scuola: nel maggio scorso a Castel Goffredo, s’è tenuto il primo summit “mondiale” che ha visto presenti molte regioni e province del Nord Italia!

DA GIORNALEDIMANTOVA.IT: Gestione e contenimento nutrie, il modello Mantova fa scuola

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Per darvi un’idea delle proporzioni da vera e propria emergenza che a Mantova e dintorni ha raggiunto il fenomeno, LEGGI ANCHE:

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Dall’America per diventare pellicce

A proposito, ma lo sapete da dove arriva la nutria e perché (e quando) è stata introdotta anche nel nostro paese? Per chi non lo sapesse, è un animale originario del Sud e del Centro America, dove è molto diffusa anche una sua versione extra large particolarmente pacifica che molti adottano come animale da compagnia: il capibara.

Il capibara

E’ stata introdotta in Italia intorno agli anni Venti del secolo scorso, per via della moda imperante della pelliccia di “castorino”. Ebbene sì, quando le signore dicevano con una nota di vanto “Ti piace la mia pelliccia di castorino?” altro non indossavano che una nutria!

TUTTA LA STORIA DELLA NUTRIA IN UN CLIC

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