Partono i progetti legati all’enologo Cotarella ed una linea Bio.

La vendemmia della svolta

La cantina Terre d’Oltrepò, il colosso vitivinicolo lombardo da oltre 3milioni e mezzo di bottiglie prodotte all’anno, si appresta a vivere la “vendemmia della svolta”, come è stata definita in più di un’occasione pubblica dai vertici aziendali.

Quello che partirà fra pochi giorni sarà un progetto articolato e rivoluzionario che avrà l’obiettivo di rivalutare completamente la qualità del prodotto, di ridare nuova linfa ai soci, di creare una linea di alto profilo, cosiddetta “premium” firmata dall’enologo, di fama mondiale, Riccardo Cotarella e di mettere sul mercato, per la prima volta, una selezione bio.

Il 19 agosto al via la vendemmia

Terre d’Oltrepò partirà con la vendemmia il prossimo 19 agosto 2019 con le prenotazioni dei conferimenti da parte dei soci, il giorno successivo il via alle operazioni. Proprio in quei giorni, cruciali, ci sarà la presenza di Cotarella che verificherà di persona la qualità dell’uva prodotta e darà il via al suo progetto che vede già coinvolti una sessantina di soci.

“Siamo alla vigilia di una vendemmia caratterizzata da un grande profilo qualitativo con una riduzione della produzione rispetto allo scorso anno – spiega il presidente di Terre d’Oltrepò, Andrea Giorgi – Quest’anno ci apprestiamo ad affrontare questo momento con grandi novità, partiremo dopo Ferragosto con un nuovo calendario di prenotazioni dei conferimenti. Le date previste sono quelle del 19 e 20 agosto quando in cantina, ma soprattutto in vigna, avremo anche la presenza di Cotarella.

Questa vendemmia sancisce l’inizio di due grandi novità. Il primo riguarda un progetto di uve bio che scaturirà in una linea di vini. Una proposta che ha trovato concordi tanti viticoltori, l’entusiasmo di questi soci mi ha colpito e confido che il loro spirito sia modello per tutti gli altri. Quella di una linea bio rappresenta una svolta per la nostra cantina, si tratta di un progetto pensato nei particolari che abbraccia le tendenze del mercato”.

Piano operativo condiviso con Cotarella

“Grande importanza per noi avrà il piano operativo condiviso con il grande enologo italiano. Si tratta di un progetto ambizioso che coinvolge circa sessanta aziende volontarie, necessita di impegno ed entusiasmo, ci vede impegnati tutti, in particolar modo i nostri agronomi ed enologi. Siamo fiduciosi sul piano dei risultati nonostante sia presente in Oltrepò un gruppo interno ed esterno che “tifa” contro la crescita della nostra cantina e il suo sviluppo verso la qualità. Questo modo di pensare e lavorare a noi non piace, ormai la strada è segnata e noi saremo più forti di loro. La serietà su questo è la massima, abbiamo trovato soci che ci credono e un enologo di spessore e grande fama che lo ha abbracciato: quindi se pescheremo qualche furbetto chiederò al cda, senza se e senza ma, la sua esclusione dalla cooperativa”. Sui prezzi delle uve Giorgi ha le idee chiare.

La vendemmia 2019, eccesso di produzione

“Purtroppo la vendemmia 2018 caratterizzata da un eccesso di produzione ha contratto i prezzi dei nostri mercati di riferimento e quindi abbiamo subito l’effetto negativo che è frutto di una politica commerciale degli ultimi vent’anni, che molti fanno finta di non ricordare, che ha illuso i viticoltori e ci ha portato al recente sfacelo. Ora è giunto il momento si superare queste questioni e di guardare avanti uniti”.

L’attenzione di Giorgi ricade poi sul Consorzio Vini Oltrepò Pavese, il presidente lancia una sassata nello stagno per smuovere un po’ le acque.

“Sul fronte consortile – spiega – spero che ci si risvegli dal torpore di questi ultimi mesi in modo da proseguire la rivoluzione necessaria: ovvero più controlli sulla qualità dei vini e più servizi ai consorziati. Chi è fuori è giusto che corra da solo, ormai tutte le scuse e gli alibi sono caduti”.

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