Il primo caldo, quello vero, è finalmente arrivato. Dopo un mese di maggio tra i più freddi e piovosi che ci si possa ricordare, la bella stagione ha per fortuna preso piede. Ma le conseguenze purtroppo si fanno sentire visto che  peggiora subito anche la qualità dell’aria.

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Primo caldo e peggiora la qualità dell’aria

È implacabile, come il susseguirsi delle stagioni, il calendario estivo dello smog sul nostro territorio. Comincia la conta dei giorni di superamento dei livelli di riferimento per l’inquinamento da ozono (fissato in 120 microg/mc come media di otto ore, da non superarsi per più di 25 giorni all’anno).

Già superate le soglie dell’ozono

L’ozono è un inquinante secondario, generato dalle reazioni atmosferiche, in presenza di luce, a partire dalla NO2 prodotta soprattutto dagli scarichi automobilistici, con un ruolo prevalente dei motori diesel che rappresentano la fonte emissiva primaria in Lombardia.

Ecco i dati del Pavese negli ultimi 10 giorni aggiornati a sabato.

Pavia

 

Vigevano 

 

Voghera

 

Cos’è l’ozono

L’ozono è una molecola composta da tre atomi di ossigeno (quello che ci serve per respirare invece è ossigeno in molecole composte da due atomi). E’ molto instabile, e l’atomo “di troppo” tende a reagire con molte molecole che “incontra”, talvolta creando danni. Buonissima cosa che l’ozono esista in atmosfera: la sua assenza in alcune zone della stratosfera crea parecchi problemi venendo meno un importante filtro per i raggi solari dannosi per la salute. Ma appunto, nella stratosfera. A oltre 15 chilometri di altezza. L’ozono che respiriamo, invece, crea diversi problemi alla salute. Si tratta di una componente importante del cosiddetto ‘smog fotochimico’ in quanto viene prodotto da reazioni fortemente favorite dalla luce solare. Per questo il problema si presenta soprattutto d’estate. Alla base del problema ci sono comunque, anche, inquinanti primari quali gli ossidi di azoto e le sostanze organiche volatili. Sono i cosiddetti precursori dell’ozono.

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Gli effetti per la salute

“Essendo un forte ossidante, è in grado di attaccare i tessuti dell’apparato respiratorio anche a basse concentrazioni, provocando irritazione agli occhi e alla gola, tosse e riduzione della funzionalità polmonare. La maggior parte degli effetti sono a breve termine e cessano una volta che gli individui non sono più esposti ad elevati livelli di ozono, ma è noto che possano sussistere anche danni derivati da ripetute esposizioni di breve durata, come l’accelerazione del naturale processo di invecchiamento della funzione polmonare” spiega Legambiente.

Bambini e sportivi a rischio

Le categorie di persone maggiormente sensibili all’ozono sono i bambini e gli sportivi, spiega Legambiente. I primi perché essi trascorrono gran parte del periodo estivo all’aperto e sono spesso impegnati in attività fisiche intense. Ma anche o soggetti adulti e sani che fanno attività fisica all’aperto sono a rischio, aumentando durante lo sport anche la capacità polmonare. Soprattutto se si va a correre nelle ore tardo pomeridiane, quando la concentrazione di ozono nell’aria ha il suo picco giornaliero.

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