Riso spagnolo venduto come Made in Italy. Greppi (Coldiretti Pavia): “Vicenda preoccupante”. Oltre un milione di persone ha appena firmato la petizione per chiedere all’Europa l’origine obbligatoria di tutti gli alimenti.

Riso spagnolo venduto come Made in Italy: “Vicenda preoccupante”

“È una vicenda preoccupante, che va approfondita in tutti i suoi aspetti e che deve essere chiarita a fondo”.

Così Stefano Greppi, Presidente di Coldiretti Pavia, commenta la vicenda del riso coltivato in Spagna ma venduto come italiano da parte della Curtiriso, una delle più grandi aziende del settore con sede a Valle Lomellina (PV).

“Proprio per evitare questi problemi dobbiamo ribadire ancora una volta quanto sia importante mantenere l’etichettatura d’origine obbligatoria anche sul riso, a garanzia della tracciabilità e della qualità del prodotto italiano – dice il Presidente di Coldiretti Pavia – Abbiamo appena raccolto oltre un milione di firme in Europa per chiedere di garantire la trasparenza in tutta la catena alimentare e per migliorare la coerenza delle etichette, inserendo informazioni comuni nell’intera UE: i consumatori vogliono sapere da dove vengono il riso e tutto gli alimenti che acquistano”.

Ritirate nove tonnellate di riso

Dopo la segnalazione di Federconsumatori all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, la Curtiriso ha ritirato nove tonnellate di riso coltivato e lavorato in Spagna e confezionato in Italia, come riportato dalle etichette. Sulle scatole, però, compaiono anche la bandiera italiana e scritte come “coltivazione del riso in Italia” e “riso coltivato soprattutto in Pianura Padana”.

“L’azienda ha parlato di errore umano e di stress, una spiegazione che non ci soddisfa – sottolinea Stefano Greppi – Si trattava di riso destinato alla Spagna o all’Italia? Perché le confezioni riportavano illustrazioni e scritte che facevano pensare al Made in Italy? Riteniamo sia necessario fare maggiore chiarezza”.

La petizione di Coldiretti

Il tema dell’origine, infatti, è di stretta attualità anche nel mondo risicolo. «Oltre un milione di persone ha appena firmato la petizione lanciata da Coldiretti per chiedere alla Commissione Europea di estendere l’obbligo d’origine in etichetta a tutti gli alimenti – spiega ancora il Presidente di Coldiretti Pavia – Un successo strepitoso, che testimonia quanto sia sentita oggi dai consumatori la questione dell’etichettatura d’origine. Un discorso che vale anche per il riso – continua Stefano Greppi – che dal febbraio 2018, grazie alla battaglia di Coldiretti, deve obbligatoriamente riportare l’origine in etichetta ma che rischia, così come molti altri alimenti, di veder entrare in vigore nell’aprile 2020 norme europee fortemente ingannevoli per i consumatori. Forti anche del milione di firme raccolto – conclude il Presidente di Coldiretti Pavia – noi continueremo a batterci per tutelare il riso italiano e tutto il vero Made in Italy agroalimentare, soprattutto davanti a un’Unione Europea che ha avuto sinora un atteggiamento incerto e contradditorio».

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