San Matteo: introdotto, in Chirurgia Vascolare, un sistema innovativo efficace anche su pazienti che presentano controindicazioni alle procedure endovascolari.

San Matteo: sistema innovativo in Chirurgia Vascolare

Introdotto in Chirurgia Vascolare un sistema decisamente innovativo. Sono stati trattati infatti, i prima casi di alcune patologie vascolari (l’ultimo nei giorni scorsi, relativo ad un paziente nefrologico cronico con aneurisma), utilizzando l’apparecchiatura Angiodroid, un sistema di infusione intraoperatoria di CO2. Antonio Bozzani e Mauro Rossi i chirurghi impegnati negli interventi.
In provincia di Pavia, il Policlinico è l’unica struttura in grado di garantire questa tecnica, efficace su pazienti che, fino ad oggi, presentavano controindicazioni alle procedure endovascolari.

Di che si tratta?

“Un sempre più largo impiego di tecniche meno invasive endovascolari nel trattamento delle patologie arteriose, come le arteriopatie periferiche o gli aneurismi addominali – spiega Franco Ragni, Responsabile della struttura chirurgo-vascolare del San Matteo – ha permesso di estendere le indicazioni anche a pazienti che una volta venivano giudicati ad elevato rischio chirurgico. Tuttavia, queste nuove metodiche non sono sempre utilizzabili in quanto non sussistono le caratteristiche anatomiche che rendono fattibile la loro applicabilità”.

Il supporto della nuova metodica è oltremodo a rischio in caso di pazienti allergici al mezzo di contrasto (sostanza iodata opaca alle radiazioni ionizzanti che permette la visualizzazione intraoperatoria delle arterie) oppure in pazienti affetti da insufficienza renale cronica.

“Un’alternativa all’uso di mezzi di contrasto iodati – continua Franco Ragni- è rappresentata dal gas biossido di carbonio (CO2), che iniettato nei vasi è facilmente rimosso dalla circolazione attraverso i polmoni. La CO2 è divenuta un valido sostituto nelle procedure endovascolari, ad esempio nel trattamento degli aneurismi dell’aorta addominale e della patologia steno-ostruttiva degli arti inferiori”.

Di qui la nuova strada aperta dai chirurghi vascolari del San Matteo che garantisce al malato nuove opportunità di interventista chirurgica.

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