Sesso con animali: prosegue la polemica dopo le frasi del prete di Lodi

Sesso con animali

Continua la feroce polemica dopo le esternazioni social quantomeno discutibili che Don Scandelli, giovane prete originario di Lodi, ha diffuso sulla propria pagina in merito a possibili soluzioni contro la pedofilia. Il sacerdote ha infatti consigliato di sfogarsi piuttosto sugli animali rispetto ai minori. Immediata la denuncia dell’Aidaa, nonché una guerra social che si è schierata chi a difesa del prete, chi delle associazioni animaliste.

Aggiornamenti

Un comunicato dell’Aidaa aggiorna sulla situazione: “E’ arrivata come sempre in questi casi l’ora delle reazioni, anzi degli insulti, con ragazzi che si definiscono giovani cattolici che inviano messaggi volgari ed offensivi a persone che semplicemente protestano per le parole di don Marco Scandelli il sacerdote originario di Lodi che è approdato alla diocesi di Montefeltro-San Marino e che in un post ha scritto parole gravissime dove parlando dei sacerdoti che hanno pulsioni sessuali li invita “ad andare (per fare sesso) con le donne e con gli uomini o al limite con gli animali”. A parte il fatto che i sacerdoti sono vincolati all’atto della loro ordinazione sacerdotale al voto di castità e quindi già che un giovane sacerdote quale don Scandelli inviti i suoi confratelli ad andare a prostitute o con i gigolò è già di per se motivo di intervento del suo vescovo (che invece colpevolmente tace) ,che poi aggiunga che al limite si può andare con un animale è non solo riprovevole dal punto di vista etico della stessa morale biblica che giustamente definisce come “abominevoli” i rapporti tra uomini e animali, ma rilevante penalmente sotto il profilo della giustizia di San Marino in quanto si tratta di una violazione palese dell’articolo 282 bis del codice penale, e dal punto di vista della legge italiana a tutela degli animali perchè istigare o anche solo ipotizzare un rapporto sessuale con un animale è considerato di fatto una violazione dell’articolo 544 del codice penale.”

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“Senso di giustizia”

“Quindi la denuncia di AIDAA contro don Scandelli non è fatta per avere visibilità mediatica, ma per un senso di giustizia, e per riprendere quelle che sono stati i contenuti di una discussione sul grave problema del sesso con animali che si è svolta il 30 giugono del 2015 al Parlamento Europeo su richiesta di AIDAA e dell’allora deputata europea Cristiana Pertanto non sono gli insulti orribili ed irripetibili lanciati sui social dai ragazzi sedicenti difensori del prete lodigiano in trasferta sul Titano contro l’associazione o contro le persone che si indignano contro il prete e non bastano le scuse, perchè questo sacerdote ha violato l’essenza stessa della sua ordinazione proponendo ai preti la violazione dell’obbligo di castità che sia esso violato con uomini o donne o ancora peggio con animali. “Sono pronto a un confronto diretto con questo prete che viola con la complicità silente del suo vescovo uno dei cardini della sua stessa ordinazione sacerdotale-  dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- certo, da presidente di associazione animalista mi indigno quando parla di sesso con animali, ma come battezzato mi sento profondamente offeso per la sua proposta lanciata ai preti di fare sesso con prostitute o prostituti. La condanna della pedofilia deve essere chiara e netta- continua Croce- da parte di ognuno di noi, ma per un prete deve fermarsi li, non andare oltre con le proposte di sesso alternativo. Hai fatto voto di castità? – dice ancora Croce a Scandelli- allora taci e non scandalizzare i cristiani con le tue parole e con i tuoi atti fatti in qualità di sacerdote di Cristo. Se questo signore ha i cosi detti attributi accetti la richiesta di confronto pubblico che gli faccio, ma sono certo- conclude Croce- che scapperà a gambe levate, magari a Bagni di Lucca al mare a guardare le agognate chiappe chiare come dice la famosa canzone”.

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