Trapianti: il “grazie” del Coordinamento Regionale al San Matteo per l’impegno a favore del programma regionale di donazioni a scopo di trapianto.

Trapianti: il “grazie” del Coordinamento Regionale al San Matteo

Il ringraziamento per l’impegno a favore del programma regionale di donazioni a scopo di trapianto arriva al San Matteo con due riconoscimenti da parte del Coordinamento Regionale Trapianti.

Il primo al personale “che grazie all’impegno profuso nel 2018 nell’attività di procurement ha consentito una nuova speranza di vita a 59 riceventi di organi ed ha contribuito con 491 prelievi di tessuti alla cura di oltre 4200 pazienti” e il secondo al personale della Banca degli Occhi presso il San Matteo “che grazie all’impegno profuso nell’attività di prelievo, processazione e distribuzione dei tessuti ha contribuito alla cura di oltre 3.500 pazienti”.

“Questo riconoscimento è per noi motivo di orgoglio e rappresenta un ulteriore stimolo per continuare con passione e professionalità in questa attività che ha sempre caratterizzato il nostro Istituto – dichiara il Direttore Generale, Carlo Nicora -; nella consapevolezza che tali risultati sono possibili solamente grazie alla collaborazione e all’impegno degli operatori sanitari coinvolti in un’attività molto delicata e complessa, come quella dei trapianti, e grazie alla sensibilità e alla generosità delle famiglie dei donatori che ci aiutano a donare nuove speranze di vita”.

Alcuni dati

Vale la pena ricordare alcuni dati legati all’attività del 2018, come l’implementazione dell’attività di promozione della donazione di cornee.

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Nel 2018, alla Banca Regionale degli Occhi sono pervenute dal San Matteo (presso il quale opera da un quarto di secolo) 252 cornee.

Nel 2017/2018 è stato rieditato il “Programma Alba” nella nuova versione 3.0, approvata dal comitato di Bioetica del Policlinico san Matteo. La nuova edizione comprende, oltre ai donatori in arresto cardiaco refrattario extra ospedaliero, anche i soggetti che decedono in terapia intensiva. Tale documento, ha consentito l’elaborazione di un programma di donazione a cuore fermo “controllata”.

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Ci sono percorsi ormai consolidati all’interno del San Matteo: prelievo di tessuti da donatore cadavere, sia da donatore a cuore battente che da donatore a cuore fermo, in coda agli interventi di prelievo multiorgano.

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