Targa di ringraziamento all’equipe operatoria del San Matteo da parte di Greta Riccardi.

Targa di ringraziamento

Nella mattinata di ieri, 14 luglio, Greta Riccardi, 15 anni, accompagnata dalla madre, Lucia Baroni, e da sua sorella Gaia, ha consegnato una targa di ringraziamento a tutta l’équipe operatoria che, nel novembre dello scorso anno, dopo il drammatico incidente subito, ha contribuito a consentirle di ritornare ad avere una vita normale.

Greta è una ragazza speciale, determinata, caparbia che ha scommesso sul suo futuro, consapevole di potercela fare, e ha investito di nuovo sui suoi sogni.

Grande promessa della ginnastica ritmica italiana, Greta, è seguita dall’allenatrice Antonella Chiesa della Società Casati Arcore (MB).

L’incidente

Una maledetta mattina, il 17 novembre scorso, mentre attraversa la strada, portando a braccio la sua bici, viene travolta da un camion. Si sta recando al Copernico, il suo liceo, a Pavia. Ai soccorritori della Croce Verde, accorsi per primi sul luogo, le condizioni della ragazza appaiono subito molto gravi. Viene trasportata d’urgenza al San Matteo: velocissimo passaggio in Pronto Soccorso e poi, immediatamente, in sala operatoria per tentare l’impossibile che a volte è possibile.

Un lungo e delicatissimo intervento

L’aspetta una batteria di chirurghi abituata alle emergenze più impegnative. Già intuiscono, tuttavia, un lungo e delicatissimo intervento. Prima operano Massimo Borri Brunetto e Maurizio Lovotti, chirurghi vascolari che la stabilizzano. Successivamente è la volta dei chirurghi ortopedici Stefano Rossi e Mario Mosconi. Ne hanno visto di lesioni alla caviglia, ma quella di Greta è particolarmente seria. L’intervento riesce: la notizia, ora, è che la ragazza non è più in pericolo di vita. Uscita nel tardo pomeriggio dalla sala operatoria Greta va in terapia intensiva; da qui, nel volgere di un paio di ore, si decide il trasferimento al Niguarda di Milano dove verrà sottoposta a sedute e sedute di camera iperbarica, per ricostruire gran parte dei tessuti lacerati delle gambe.
Al Niguarda Greta rimarrà 5 mesi, di cui l’ultimo in riabilitazione. Presso l’Ospedale milanese dovrà subire anche diversi interventi ricostruttivi agli arti inferiori.

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La ginnastica come terapia

Oggi è ospite al Centro Tecnico della Federazione di Ginnastica Ritmica di Desio. Il sogno è ritornare a calcare, come si deve, i metri quadrati della pedana.

“La terapia che funziona più di tutte – spiega convinta la madre di Greta – è l’ambiente della sua disciplina sportiva, è la ginnastica. Per mia figlia non è semplicemente una passione, quasi una vocazione. No, è qualcosa di più”.

Un segno di gratitudine

La targa che mamma e figlia hanno consegnato stamattina nelle mani del vertice del San Matteo, il Presidente Giorgio Girelli e il Direttore Generale Nunzio De Sorbo, è un grande segno di gratitudine. Esprimere “quella gratitudine – racconta ancora Lucia Baroni – a Greta serve tanto. Ma è un grazie che serve anche al San Matteo, per continuare a fare bene il proprio “mestiere”.

La targa riporta incisi i nomi e i cognomi degli operatori che, in Ospedale, al Policlinico pavese, hanno avuto a che fare con lei: “Non trovo le parole giuste per ringraziarvi per tutto quello che avete fatto per me, siete angeli inviati dal cielo. Ai chirurghi Massimo Borri Brunetto e Maurizio Lovotti; Stefano Rossi e Mario Mosconi; agli anestesisti Antonia Bolongaro e Simonetta Mencherini; agli infermieri strumentisti, perfusionisti e di anestesia”, insomma a tutto il personale di sala operatoria DEA.

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