Amputata di gambe, mani e del naso: porterà sul corpo e nell’anima per sempre i segni dell’aggressione subita per aver messo in salvo la cagnetta di un’amica. Come riporta giornaledimonza.it una donna di 60 anni è stata aggredita da un molosso all’interno di un’area cani di Monza ed è stata colpita dal batterio killer «Capnocytophaga Canimorsus». Ha rischiato di morire e ha subito l’amputazione di naso, gambe, mano sinistra e alcune dita della destra. Una vicenda terribile.

Amputata: ha rischiato la vita

Se quel maledetto giorno di un anno fa, l’8 giugno 2018, non si fosse proposta di portare a spasso il cane dell’amica che non si sentiva bene per uscire, oggi la sua vita sarebbe diversa. E invece  la donna  si trova costretta per sempre su una carrozzina,  per via di un batterio killer che ha flagellato il suo corpo.

E’ stata in coma e poi in dialisi, per quasi un anno in ospedale a lottare per la vita e solo da poco è tornata nella sua abitazione monzese dopo un lungo periodo di cure.

“Quel giorno mia sorella era all’area cani con la cagnetta di un’amica quando un cane di grossa taglia si è avventato sull’animale. Per difenderla, lei si è messa in mezzo ed è stata a sua volta aggredita”, racconta il fratello.

La corsa in ospedale

La donna non aveva riportato ferite gravi e anche la cagnetta era stata prontamente curata. Così, dopo essere stata in ospedale dove le è stata somministrato il vaccino per il tetano, la monzese era tornata a casa e si era messa a riposare.

Si è svegliata il mattino seguente in preda al delirio, colpita gravemente dal batterio killer che di lì a poco le ha interrotto la circolazione periferica. Per un colpo di fortuna, il fratello ha usato le sue chiavi per accertarsi di come stesse la sorella e l’ha trovata in condizioni disperate. Di fatto salvandole la vita. La donna è stata trasportata a sirene spiegate al Pronto soccorso del San Gerardo, già in coma.

Leggi anche:  Ancora giovanissimi intossicati dall'alcol: in ospedale anche un 16enne SIRENE DI NOTTE

Il batterio killer

La monzese era stata colpita da un batterio killer che si trova abitualmente nella saliva dei canie gatti anche sani, il «Capnocytophaga Canimorsus».

Si trasmette tramite morso, leccate e prossimità con gli animali e generalmente ha bassa virulenza negli individui sani. Ma può generare in rari casi condizioni di estrema gravità, più spesso in persone con preesistenti patologie.

“Ma non è il caso di mia sorella, lei è sempre stata una donna forte e in salute e ha combattuto come una guerriera anche in quest’occasione”.

Una volta colpito, l’organismo reagisce con febbre, ipotermia, frequenza cardiaca elevata, edema e stato confusionale fino allo shock. Viene quindi curata con antibiotici a largo spettro, ma porta a sviluppare setticemia. Intaccando la circolazione, il batterio killer può portare quindi all’amputazione per necrosi di arti o estremità, come gambe, mani e spesso la punta del naso che non risultano più irrorate. Parliamo di una infezione batterica con decorso letale nel circa 30% delle persone colpite.

La storia completa, con le interviste, sul Giornale di Monza ancora in edicola e nella versione digitale sfogliabile per pc e smartphone (scaricando la App Giornale di Monza) disponibile qui.