In tutti i locali controllati sono state riscontrate violazioni di carattere amministrativo.

Concordati maggiori controlli

A seguito della riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la sicurezza pubblica tenutasi il 15 ottobre 2019 in Prefettura e presieduta dal Sig. Prefetto Silvana Tizzano, sono stati concordati controlli straordinari coordinati per tutte le forze di Polizia per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della “mala movida” nel capoluogo. Durante le attività svolte, sia congiuntamente che in maniera autonoma da equipaggi della Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Locale e Polizia Provinciale, sono stati controllati 7 diversi esercizi pubblici.

Riscontrate violazioni amministrative in tutti i locali controllati

In tutti i locali controllati sono state riscontrate violazioni di carattere amministrativo, pertanto ai titolari sono stati elevati diversi verbali (dalla mancata esposizione della documentazione prevista dalla normativa, all’assenza dei precursori chimici per l’alcoltest, al mancato rispetto degli orari di chiusura e in violazione al regolamento comunale in materia di prevenzione e contrasto del gioco d’azzardo).

Denunce e segnalazioni

Tra le numerose persone controllate, una è stata denunciata all’A.G. per resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale e una per porto di oggetti atti ad offendere, mentre tre sono state segnalate all’autorità amministrativa perché trovate in possesso di modica quantità di sostanza stupefacente.

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Sospeso per 10 giorni il locale “Gastronomia Pavese”

Infine il controllo effettuato la notte del 1 novembre ad un esercizio pubblico e i successivi accertamenti, hanno consentito al Questore di adottare, ex art. 100 Tulps, un provvedimento di sospensione dell’autorizzazione per la somministrazione di alimenti e bevande per 10 giorni, con chiusura temporanea per analogo periodo, sino a venerdì 15 novembre, di un locale pubblico situato in viale Elvezia a Pavia.

Il provvedimento, di natura preventiva e cautelare, a garanzia di interessi pubblici primari tra cui la sicurezza e la pubblico incolumità, si è reso necessario a fronte di più situazioni in cui i frequentatori del locale si sono resi responsabili di episodi che hanno turbato la pacifica convivenza civile e hanno dato luoghi ad aggressioni.

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