Disperso nel Ticino: le ricerche di Antonio Carini riprenderanno non appena le condizioni meteorologiche lo consentiranno. Verrà riprogrammata un’ulteriore attività di ricerca con l’impiego delle unità SAF (Speleo Alpine Fluviali) dei Vigili del Fuoco, altamente specializzate e dotate di attrezzature all’avanguardia per la ricerca e il soccorso fluviale.

Disperso nel Ticino: le ricerche di Antonio Carini

Si è tenuto in data odierna presso la Prefettura un vertice per fare un consuntivo sulle attività di ricerca svolte a seguito della scomparsa, nelle acque del fiume Ticino, del sig. Carini Antonio, e pianificare le ulteriori azioni da intraprendere ai fini del rintraccio del disperso.
Alla riunione hanno preso parte i rappresentanti delle Forze dell’Ordine, dei Vigili del Fuoco, del volontariato della protezione civile e del locale comitato della Croce Rossa.

La scomparsa

La vicenda ha avuto inizio nel pomeriggio del 27 ottobre u.s., quando la barca su cui viaggiava il sig. Carini, uscito insieme ad un amico per un’escursione sul fiume Ticino, si è improvvisamente capovolta, sbalzando in acqua gli occupanti, in località “Lanca Ayala”, nel territorio comunale di Vigevano.

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Mentre l’altra persona è riuscita ad attirare l’attenzione di un’imbarcazione sopraggiunta e ad essere tratta in salvo, il sig. Carini è stato trascinato dalla corrente, presumibilmente privo di conoscenza.

Le ricerche

Le ricerche in acqua sono state avviate tempestivamente dai Vigili del Fuoco accorsi sul posto, ed è stato contestualmente attivato dalla Prefettura il Piano di Ricerca delle Persone Scomparse.
Nei pressi del luogo dell’incidente è stato allestito un Posto di Comando Avanzato per il coordinamento dei soccorsi, e nei giorni seguenti sono state impiegate nelle operazioni le unità specializzate nella ricerca fluviale, sommozzatori per scandagliare il fondo e droni per perlustrare dall’alto l’area interessata.

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La sospensione delle ricerche

Le attività di soccorso si sono protratte dal giorno della scomparsa fino al 3 novembre quando il peggioramento del quadro meteorologico ha imposto la sospensione delle ricerche, essendo venute meno le condizioni che ne consentissero lo svolgimento in piena sicurezza per i soccorritori.

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Le ricerche riprenderanno

All’esito della riunione di stamane, le istituzioni intervenute hanno concordato la ripresa delle operazioni, non appena le condizioni meteorologiche lo consentiranno, programmando un’ulteriore attività di ricerca con l’impiego delle unità SAF (Speleo Alpine Fluviali) dei Vigili del Fuoco, altamente specializzate e dotate di attrezzature all’avanguardia per la ricerca e il soccorso fluviale. Infine, è stata acquisita la disponibilità del volontariato di protezione civile a perlustrare le rive del fiume, nei tratti praticabili, a valle del luogo dell’ultimo avvistamento.

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