Camilla Gandolfi è morta a 37 anni, vinta dal cancro.

Il filo di Camilla

Il pavese perde una giovane donna unica. Camilla Gandolfi è morta a 37 anni, stroncata dal cancro metastatico al seno contro il quale combatteva da anni. I suoi averi sono stati destinati alle associazioni che si occupano del carcinoma mammario. Ma l’eredità di Camilla non è morta. La Gandolfi, infatti, aveva deciso di tenere un blog pubblico nel quale raccontava e condivideva – con ironia, forza e voglia di vivere – la sua lotta quotidiana: “Il filo di Camilla”.

Le sue parole

Nessun epitaffio o articolo postumo può restituire lo spirito unico di Camilla meglio delle sue stesse parole. Qui uno stralcio di una sua pubblicazione risalente al 2016, in cui condivideva uno dei tanti ricoveri ospedalieri.

“Come promesso eccomi qui che scrivo dalla camera condivisa con altri tre pazienti.
La mattina inizia con la levataccia e il raggiungimento del day hospital dove mi faranno il prelievo per vedere come stanno i cosetti bianchi..
Sono alla seconda iniezione e per ora va tutto bene..
Le infermiere mi coccolano sempre moltissimo.. Forse per la mia giovane età o forse per i miei immensi sorrisi per loro e per la vita..
Avevo da scrivere un sacco di cose in questi giorni ma poi mi sono fermata per accozzarmi sul divano a disegnare, colorare, costruire lego e non pensare..
Sono tornata in questo reparto che non bazzicavo da tre anni (nonostante la Meravigliosa io la veda in questo corridoio e il denosumab io lo faccia qui).. Ma entrare nelle sale non succedeva mai.. Era da molto che non sentivo il rumore terrificante delle pompe e dei loro allarmi per avvisare le infermiere che il farmaco é finito..
Perché sono ancora qui? Perché il tumore metastatico ho capito che é così..
Non c’è altro da fare se non tenere duro e continuare a sorridere.
La fortuna mi assiste e le mie ossa mi proteggono.. In questo momento una lenticchia al femore mi ha salvato altri organi interni.. Ed io vengo salvata dai miei Adorati Palloncini..”
Nonostante tutto Camilla scrive “la fortuna mi assiste” e trova il tempo di non pensare al suo dolore ma di ringraziare il personale medico.
“La squadra è sempre più compatta e non c’è proprio più spazio per malmostosi o scontrosi o inversi.. Avere i momenti no é comprensibile ma non bisogna piangersi addosso!
-Camilla adesso ti metto l’antinausea- Grazie!
Dicevamo.. Sono ben contenta che non si sia allargato ad altri organi e che le mie ossa stiano facendo un ottimo lavoro di protezione della mia persona..
Ho dovuto ricominciare però con i farmaci in vena.. Aaaahhhh..
Con la mia Fantastica Psicologa abbiamo intrapreso un viaggio per conoscere la signora N, perché io non la sopporto proprio e più io non la reggo più tutti mi chiedono di lei.. “Hai avuto nausea? Hai vomitato? Hai preso Plasil?”
-Camilla adesso lavaggino e farmaco, ok?- Grazie!
Lo so che le persone che mi chiedono lo fanno per sapere come sto e sono felice di questo.. Ma.. Per come non sopporto io la signora N non vorrei sentirla nominare mai!! Non appena la mia Fantastica ed io conosceremo bene la signora N ne parlerò con maggiore voglia e positività! Nel frattempo spero che nessuno mi chieda di lei..”
Per fortuna Camilla ha avuto la forza, l’immensa dignità e la lungimiranza di condividere queste righe: lascia un esempio di come lottare e su cosa porre l’attenzione, anche se nel frattempo la vita ti tortura.

LEGGI ANCHE: Picchia violentemente il padre, arrestato 29enne

Leggi anche:  Incidente stradale in viale Tasso, 7 persone coinvolte SIRENE DI NOTTE

TORNA ALLA HOME PER TUTTE LE ALTRE NOTIZIE