Arrestata per atti persecutori, al culmine di una nuova aggressione nei confronti dell’ex marito. Una donna di 34 anni, dal mese di marzo 2019 perseguitava il coniuge a causa della rottura della loro relazione.

L’aggressione

I carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Vigevano, intervenuti su richiesta del marito, l’hanno sorpresa mentre si trovava ancora nell’atto di sferrare colpi contro le finestre già infrante della casa del marito, che si trovava all’interno dell’abitazione insieme ai loro tre figli minori terrorizzati. La donna stava utilizzando un lungo oggetto rigido, rivelatosi poi l’asta inferiore del tergicristallo della macchina Seat Ibiza dell’uomo, alla quale, oltre a procurare il citato danno, la donna aveva anche staccato poco prima la targa anteriore, accartocciandola, e danneggiato la carrozzeria posteriore.

Atti persecutori e danneggiamento

La moglie, una trentaquattrenne nata a Stigliano (MT) e residente a Cilavegna (PV), è stata quindi tratta in arresto in flagranza dei reati di atti persecutori e danneggiamento.

La donna è ampiamente conosciuta a questi uffici. Il 15 luglio 2019 era già stata ammonita dal Comando Stazione Carabinieri di Gravellona Lomellina in modo ufficiale, tramite apposito verbale, a non reiterare azioni persecutorie nei confronti del proprio coniuge, non convivente e con cui aveva terminato nel marzo scorso la relazione.

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Sette gli interventi dei militari

I militari della Compagnia erano infatti già intervenuti 7 volte. In particolare, il 13 marzo 2019 la donna aveva accoltellato il marito ad un braccio (da qui la decisione di allontanarsi da casa) mentre l’8 giugno 2019 si era resa responsabile di violenza e resistenza a pubblico ufficiale e oltraggio.

Tuttavia, nonostante l’ammonimento la donna aveva continuato nelle sue condotte rendendosi responsabile di ulteriori azioni persecutorie avvenute ancora in data 4 agosto (quando aveva perseguitato il coniuge) ed il giorno successivo quando aveva inviato numerosi messaggi sul telefono del marito.

A causa della pericolosità accertata della donna dovuta al chiaro intento persecutorio, reiterato nel corso del tempo con innumerevoli e tragici episodi avvenuti anche alla presenza dei figli minori la Stazione carabinieri di Gravellona aveva inoltrato il 16 luglio scorso una richiesta di emissione di misura cautelare alla Procura di Pavia. Culminata poi con l’arresto in flagranza di reato della scorsa notte.

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