Operazione Vampiri: un lavoro di squadra che ha interessato le province di Pavia, Piacenza, Milano, Brescia, Padova e Alessandria. 

Operazione Vampiri

Esecuzione diOrdinanza di applicazione di misura Cautelare coercitiva personalenei confronti di 23 soggetti, di cui 18 in carcere, 3 agli arresti domiciliari e 2 sottoposti all’obbligo di dimora, resisi responsabili dei reati di associazione per delinquere, rapina, furto, ricettazione e porto abusivo di armi. Il 18 giugno 2018, dalle ore 05:00 circa, a Pavia, Piacenza, Milano, Brescia, Padova e Alessandria, i militari della Compagnia Carabinieri di Stradella (PV), collaborati in fase esecutiva dai militari dell’Arma delle citate province territorialmente competenti, nell’ambito dell’operazione di polizia giudiziaria convenzionalmente denominata “Vampiri”, hanno rintracciato e tratto in arresto, in esecuzione di Ordinanza di applicazione di misura Cautelare coercitiva personale emessa dal Tribunale di Pavia – Ufficio del G.I.P. dott.ssa Luisella PERULLI, 23 soggetti, tutti ritenuti responsabili – in concorso ed a vario titolo tra loro – dei reati di associazione per delinquere, rapina, furto, ricettazione e detenzione/porto abusivo di armi.

Denunce

Nell’ambito della medesima indagine, sono stati anche denunciati altri 11 individui (così giungendo al totale di 34 indagati), dei quali quattro italiani e sette rumeni, rispettivamente domiciliati nei Comuni di Voghera (PV), Stradella (PV), Broni (PV), Castel San Giovanni (PC), Redavalle (PV), Chignolo Po (PV), Casatisma (PV) e San Damiano al Colle (PV), tutti responsabili del reato di ricettazione, avendo acquistato in diverse circostanze oggetti e valori, ben sapendo che si trattava di beni di provenienza furtiva.     

Le indagini

L’attività investigativa, condotta dai militari dell’Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Stradella, coordinata dal Sostituto Procuratore dott.ssa Valentina DE STEFANO e sotto la direzione del Procuratore Capo dott. Giorgio Reposo e del Procuratore Aggiunto dott. Mario Venditti della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pavia, è stata avviata nel mese di febbraio 2017 a seguito di diversi furti e rapine in abitazione, esercizi commerciali e ditte, commessi perlopiù nell’area geografica dell’Oltrepò Pavese, ricadente prevalentemente sotto la competenza territoriale della Compagnia Carabinieri di Stradella (PV). Le indagini, corroborate da molteplici pedinamenti e appostamenti nonché da complessi accertamenti tecnici, hanno consentito l’acquisizione di concordanti elementi di reità a carico degli odierni arrestati in ordine a complessivi 132 episodi delittuosi (prevalentemente furti e rapine in abitazione),perpetrati nel periodo tra febbraio 2017 e giugno del corrente anno in danno di altrettanti obiettivi (soprattutto abitazioni, ma anche esercizi commerciali) ubicati nel pavese (tra i comuni più colpiti si citano quelli di Canneto Pavese, Rovescala, San Damiano al Colle, Valle Cima di Cigognola, Castana, Santa Maria della Versa e Casteggio) nonché in quelle di Monza e Brianza, Piacenza, Brescia, Cuneo e Reggio Emilia.

Diverse etnie

In particolare, si è appurato che gli autori dei reati, suddivisi in tre diversi gruppi criminali contigui tra loro (di cui uno formato da soggetti di nazionalità albanese stanziale proprio a Stradella, uno da soggetti di nazionalità rumena e moldava stanziale nel paesino collinare di San Damiano al Colle e uno da individui di nazionalità moldava e kosovara stanziale nel piacentino), erano soliti agire in modo coordinato per la commissione dei diversi delitti, avvalendosi anche della partecipazione occasionale di altri soggetti, perlopiù connazionali ma anche di nazionalità italiana. Durante tali delitti, alcuni dei quali piuttosto efferati ovvero commessi in modo mirato in danno di persone anziane (facilmente più aggredibili), i malviventi erano soliti ricercare e asportare, oltre al denaro contante, monili in oro, orologi di pregio (tipo Rolex e Panerai), armi, bici da corsa, attrezzature e macchinari di valore, veicoli, capi d’abbigliamento e borse di marca.

Un insospettabile complice

Si accertava, soprattutto, che punto di riferimento dei citati gruppi criminali era un insospettabile cittadino italiano di Casteggio, titolare di un compro oro e di un’agenzia immobiliare, entrambe ubicate in Casteggio, il quale non solo ricettava buona parte della refurtiva, ma era solito anche indicare gli obiettivi da colpire, soprattutto con riferimento alle abitazioni private, prevalentemente ubicate nel territorio comunale di Casteggio, sfruttando soprattutto le informazioni che lo stesso apprendeva proprio grazie alle citate attività commerciali. In un’occasione, addirittura, tale soggetto, principalmente dedito alla ricettazione degli oggetti in oro e di altri beni di valore, aveva commissionato anche il furto di alcune costose bici da corsa, ciascuna del valore di circa 3/5mila euro, in danno di ciclisti amatoriali della zona. Furti poi effettivamente portati a termine e con le bici rubate rivendute successivamente ad inconsapevoli appassionati.

Una macchina per delinquere oliata

Il rapporto di “collaborazione” tra i sopra citati ladri e il titolare del compro oro era così stretto e consolidato che quando i primi rientravano ciclicamente nei rispettivi Stati al fine di far ripartire i successivi periodi di permanenza in Italia, il secondo era soliti lamentarsi per i prolungati periodi di “fermo” e per l’impossibilità di poter organizzare altri colpi, non avendo altri soggetti di riferimento a cui commissionare i furti. Nel corso dell’operazione, che ha visto l’impiego di numerosi uomini e mezzi, sono state eseguite anche diverse perquisizioni domiciliari, con il rinvenimento di svariata refurtiva e denaro contante, il tutto sottoposto a sequestro per la successiva restituzione ai legittimi proprietari.

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