Prestava denaro e se lo faceva restituire a rate e con tassi d’usura arrestato un 51enne dominicano residente a Pavia.

Prestava denaro: arrestato

Nella giornata di ieri, venerdì 8 febbraio 2019, personale della squadra Mobile di Pavia coordinato dalla locale Procura della Repubblica nella persona della Dottoressa Valeria Biscottini titolare dell’inchiesta, a conclusione di una attività investigativa denominata “Dinero Terminado”, ha dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal Gip di Pavia nei confronti di un cittadino dominicano reo di avere commesso il reato di esercizio abusivo di attività creditizia.

Il soggetto tratto in arresto è Veras Mena Vinicio Antonio nato nella Repubblica Dominicana il 21 marzo del 1968, e residente a Pavia.

Nell’ambito di una attività istituzionale volta a contrastare il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti in ambito locale, personale della Questura ha appreso che un individuo extracomunitaro di origine sudamericana di Pavia chiamato Vinicio, al fine di reperire risorse economiche, sarebbe stato dedito al prestito di rilevanti somme di denaro a favore di propri connazionali, conosciuti tramite il classico “passa parola”, con la restituzione anche di alti interessi.

Restituzione a rate

Costui, secondo quanto accertato, ha dato vita, come sopra detto, ad una complessa e ben organizzata attività volta a elargire somme di denaro nei confronti solamente dei propri connazionali in difficoltà economica (e, pertanto, senza che questi siano nella condizione di accedere ad una regolare linea di credito ), ai quali, una volta consegnato il denaro contante, faceva sottoscrivere una sorta di scrittura privata attestante il debito contratto, inducendoli quindi a restituire ratealmente la quota interesse fermo restando la quota capitale, con continue pressioni in caso di inottemperanza e fermo disappunto in caso di mancata restituzione.

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Soprattutto, è emerso che l’indagato avesse come obiettivo non quello della restituzione della somma prestata tutto in una volta, ma cercasse un piano di restituzione frazionato con interessi tali da non avere mai fine.

L’indagine

Sulla scorta di quanto sopra appreso, è stata avviata una mirata attività fatta di appostamenti e pedinamenti tale da dare corpo alla ipotesi investigativa. Si è così avuto modo, di appurare che l’uomo, quotidianamente, incontrava numerosi soggetti ai quali consegnava o dai quali riceveva somme di denaro con modalità e intensità degne di una ufficiale attività commerciale. Il quadro investigativo è stato corroborato da inequivocabili riscontri tramite attività anche di natura tecnica laddove i dialoghi tra il soggetto e le sue “vittime” non hanno lasciato spazio a dubbi.

In casa aveva 22mila euro

A conclusione si è, quindi, provveduto a dare esecuzione al provvedimento restrittivo emesso dalla locale Autorità Giudiziaria e ad effettuare, diverse perquisizioni anche a carico di soggetti sudamericani ritenuti vicini all’indagato.
A casa dello stesso sono stati ritrovati diversi “Libri Mastri” nonché la somma contante di 22mila euro a fronte di assenza di qualsivoglia attività lavorativa svolta dallo stesso.

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