Rapina Casteggio: Stef Tuci colpito da una fucilata nella notte del 27 marzo durante una tentata rapina si difende.

Rapina Casteggio

Stef Tuci, l’albanese di 26 anni, rimasto ferito da una fucilata all’addome mentre insieme a un complice si è introdotto con il volto coperto nel cortile di Antonio Bonfiglio, un autotrasportatore di 56 anni, ora si difende.
L’autotrasportatore, indagato per eccesso colposo di legittima difesa, aveva spiegato che quella sera era uscito di casa col fucile perché aveva sentito dei rumori e pensava ci fossero dei cinghiali, ma nel buio della sera si era trovato faccia a faccia con Tuci armato di un bastone che aveva cercato di aggredirlo.

“Non volevo rapinare”

Tuci, sentito nelle scorse settimane dai carabinieri, ha raccontato la sua versione dei fatti e fornendo una storia leggermente diversa da quella del 56enn. L’albanese ha ammesso di essere andato a casa dell’autotrasportatore per rubare, e quindi di essersi introdotto nella sua proprietà, ma sembra abbia negato di aver avuto un bastone come arma per aggredirlo. Inoltre ha precisato di non aver preso nulla quella sera dalla proprietà di Bonfiglio.

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Indagini ancora in corso

Le indagini attualmente sono ancora in corso. Tuci al momento si trova in stato di libertà ed è in Italia. Mentre era in ospedale, Tuci ha ricevuto la visita dell’europarlamentare Angelo Ciocca, che l’ha ripreso con un video in diretta Facebook e gli ha consegnato un cartello che indicava quanto le sue cure erano costate agli italiani.

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