Tentato omicidio e porto abusivo di armi, arrestate 4 persone responsabili della spedizione punitiva ai danni di 50enne di Confienza.

Tentato omicidio e porto abusivo di armi: 4 arresti

I Carabinieri della Compagnia di Vigevano, grazie ad una complessa e articolata attività di indagine, effettuata con tradizionali tecniche investigative e impreziosita dall’ausilio di strumentazioni tecniche, iniziata subito dopo la “spedizione punitiva” messa in atto il 20 settembre 2018 a Confienza (PV) nei confronti di P.G. classe 1969, hanno fornito determinanti prove che hanno portato lo scorso 28 gennaio 2019 all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Pavia, Dr. Carlo Pasta, per i reati di tentato omicidio pluriaggravato in concorso e porto abusivo di armi, a cui si sta dando esecuzione dalle ore 6:00 di questa mattina nei confronti di 4 soggetti, tutti residenti a Confienza (PV).

I destinatari, P.M. classe 1979, M.G. classe 1987, P.M.M. classe 1980, R.G. classe 1979, sono stati già rintracciati presso i loro rispettivi domicili e, al termine delle perquisizioni tutt’ora in atto, verranno tradotti presso la casa Circondariale di Pavia. Nello stesso contesto è stata deferita in stato di libertà R.C. classe 1961, anch’essa residente a Confienza (PV).

La spedizione punitiva

All’esecuzione, che sta impegnando circa 50 militari e quasi 20 automezzi dell’Arma, stanno partecipando anche il Nucleo Elicotteri e il Nucleo Cinofili dei Carabinieri di Orio al Serio (BG) e il Nucleo Cinofili dei Carabinieri di Casatenovo (LC).

La spedizione punitiva dello scorso settembre degli arrestati era nata con l’intento di zittire la vittima, ritenuta “infame” per aver fatto alcune dichiarazioni su di loro, con i quali si era reso compartecipe nel passato di alcune attività illegali legate alla droga. Per fare questo non hanno esitato ad organizzare una spedizione punitiva presso il domicilio della vittima che si trovava agli arresti domiciliari a Confienza. In cinque, in pieno giorno, a bordo di due veicoli, armati di pistola e mazze da baseball in alluminio e legno, lo hanno massacrato sino a cagionargli lesioni, che lo hanno portato ad una prima prognosi riservata, e hanno poi tentato di finirlo con un colpo di arma da fuoco, evento poi non verificatosi per l’intervento della madre di uno dei componenti che ha nascosto l’arma e ha ordinato al gruppo di non terminare l’azione delittuosa.

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Le perquisizioni

Gli arrestati, tutti italiani ben radicati sul territorio lomellino nonostante le origini piemontesi e calabresi, negli ultimi anni erano stati in grado di ingenerare nel quotidiano sociale di quella piccola comunità un clima omertoso di insicurezza e paura che ha creato l’humus perfetto per le loro attività illegali.

L’operazione in quell’area di territorio può così affermare il costante presidio dell’Arma dando nuova fiducia e soddisfazione ai cittadini.

Al momento, durante le perquisizioni sono già stati rinvenuti una pistola illegalmente detenuta Tanfoglio 9X21, munizioni varie, 50 grammi di cocaina, 15 gr. di Marjuana e quanto necessario per il confezionamento delle dosi, nonché, somme di denaro in corso di quantificazione probabile provento di attività di spaccio. Sono all’esame della Autorità Giudiziaria pertanto le posizioni di altri soggetti.

Inoltre, in una delle abitazioni è stata rinvenuta anche un’immagine su tessuto della Madonna della Montagna di Polsi a cui la Ndrangheta è devotissima.

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