Nel pomeriggio di sabato 11 maggio, i Carabinieri della Stazione di Gropello Cairoli hanno sottoposto a fermo di Polizia Giudiziaria I.B., cittadino nigeriano richiedente asilo, classe 1996, ospite presso una struttura di accoglienza cittadina con la pesante accusa di violenza sessuale.

Violenza sessuale

Sul conto dell’uomo, infatti, i militari hanno raccolto gravi e inconfutabili indizi di colpevolezza, ritenendolo responsabile di un episodio di violenza sessuale nei confronti di una 62enne del luogo, avvenuto nella mattinata del giorno stesso.   

La dinamica

La donna stava rincasando percorrendo a piedi la via Roma di Gropello Cairoli, quando il 23enne nigeriano le si è avvicinato tentando un primo approccio amichevole, dopodiché, dopo aver insistito nonostante le rimostranze della vittima, è passato prima a pesanti battute a sfondo sessuale e poi, quando si è trovato solo con lei in una viuzza laterale, prima l’ha baciata violentemente sulla bocca e poi ha iniziato a palpeggiarla, strappandole per la foga una porzione della felpa e l’elastico dei pantaloni che la donna indossava, con la verosimile intenzione di proseguire abusandone sessualmente. La donna benché spaventata, con non poca difficoltà è riuscita a fuggire, trovando rifugio in un’abitazione di una conoscente sita poco distante.

L’arresto

I carabinieri di Gropello, chiamati nell’immediatezza dalla donna, con un approccio molto delicato ed empatico, sono stati in grado di riportarla alla calma e di farla uscire dallo stato di shock in cui versava, riuscendo così a farle focalizzare e fornire quei dettagli importanti e fondamentali che hanno consentito poco dopo di individuare il possibile autore e il luogo dove lo stesso si era riportato. Il 23enne è stato quindi rintracciato con ancora indosso i vestiti descritti dalla vittima, non avendo avuto ancora il tempo di disfarsene, grazie alle serrate e tempestive ricerche messe in atto. Lo stesso è stato quindi portato in caserma e, dopo gli atti di rito, sottoposto alla misura restrittiva del fermo di polizia giudiziaria con successivo trasferimento presso il carcere di Pavia, ove permarrà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. La donna, in seguito visitata presso l’ospedale di Pavia, ha riportato una prognosi di dieci giorni per “labbro inferiore leggermente tumefatto e graffi livello polsi bilateralmente”.

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