Jazz Foto Festival è una mostra itinerante, ideata e prodotta da photoSHOWall, che toccherà diversi luoghi, superando il concetto statico della mostra abbinata ad una determinata sede espositiva.

La fotografia e la musica Jazz

Esiste un rapporto molto stretto fra la musica e la fotografia – basterebbe al proposito pensare al ritmo narrativo che accomuna i due linguaggi – che si fa particolarmente intenso quando si parla di jazz.
Le ragioni sono molte, ma sta di fatto che, negli anni, fra chi suona e chi lo riprende si è stabilito un rapporto di reciproca complicità perché entrambi sanno benissimo di esprimersi soprattutto per loro stessi ma di avere anche un interlocutore neppure troppo sottinteso, il pubblico.
Se in altri settori dello spettacolo il fotografo è considerato un intruso (è sempre lì cercare un punto di ripresa, si muove, fa sentire fruscii, movimenti, scatti che turbano la “sacralità” del suono, della voce, del movimento) e ci si dimentica che è lui a fermare in immagine quanto scorre su un palcoscenico per poi sparire, nel mondo del jazz è quasi sempre il benvenuto. Il musicista e il fotografo, infatti, si somigliano: si esprimono attraverso l’uso di uno strumento di cui conoscono a fondo le potenzialità, alternano un modo di operare attentamente studiato a momenti di improvvisazione, entrano ed escono dall’ombra, si fanno ora comprimari ora protagonisti, sono alla ricerca di qualcosa di nuovo senza dimenticare di rimanere sempre se stessi.

Basta guardarli un attimo prima che abbraccino il loro strumento o che portino all’occhio la loro fotocamera per cogliere l’intensità del ricercare, basta osservarli poco dopo quando per un attimo si distaccano da una tromba, da un sax o da una reflex per vedere la soddisfazione che li accomuna. Già, perché fotografare il jazz significa condividerne il ritmo, farlo proprio e trasformarlo in immagini: non è facile, ma quando riesce quelle sono riprese che vibrano come suoni.

Jazz Foto Festival  e PhotoSHOWall

Jazz Foto Festival è una mostra itinerante, ideata e prodotta da photoSHOWall, che toccherà diversi luoghi, superando il concetto statico della mostra abbinata ad una determinata sede espositiva.

PhotoSHOWall è stato sviluppato nell’ambito del progetto SHOWall finanziato a valere sul Bando “Smart Fashion and Design” promosso da Unione Europea e Regione Lombardia e cofinanziato dal POR FESR 2014-2020, nell’ambito della presentazione di progetti di sviluppo sperimentale, innovazione e disseminazione dei risultati nella filiera della moda e del design afferenti alla macroarea “industrie creative e culturali”. PhotoSHOWall è un progetto di Davide Tremolada Intraversato ed è prodotto a Pavia da Mtp arredamenti utilizzando pannelli in MDF a base di legno riciclato. L’evento che si terrà mercoledì 9 ottobre 2019 presso l’Area Lounge di Maugeri. 

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L’iniziativa è inserita nella serie di eventi (normalmente si svolgono ogni mercoledì pomeriggio) collegati a “Maugeri in Arte”.

Il progetto a Pavia

Un ospedale amico significa sì curare e prendersi cura significa mettere il paziente al centro,significa fare ricerca e trasferire nella clinica le acquisizioni, i risultati ottenuti.
Rendere un luogo di cura amico del pazienti vuol dire, innanzitutto, rendere migliore ed efficiente il lavoro, le strutture, i processi. Significa far bene le cose, per come devono esser fatte, “in scienza e coscienza” recitano gli antichi fondamenti dell’arte medica. Premessa necessaria a prevenire l’obiezione che ci voglia “benaltro” rispetto a quanto l’ICS Maugeri Spa Società Benefit va facendo da un po’ di tempo, ossia rendere alcuni spazi – non immediatamente dedicati alla cura ma al ristoro e all’attesa – più belli e più accoglienti.

Maugeri in Arte

Di più, la Maugeri ha pensato che, proprio quegli spazi, fossero ideali per richiamare alla bellezza nella sua forma artistica, pittorica, fotografica, musicale, e che anche questo contribuisse appunto a rendere il luogo e le cure più umane, più attente alla persona e ai suoi bisogni.
Maugeri in Arte, cartellone di eventi che vanno dal jazz alla musica classica,alle arti visive, nasce infatti dalla consapevolezza e dalla conoscenza, ormai osservata scientificamente, che la bellezza, nelle sue varie forme possa contribuire al positivo decorso di una malattia.
Una riscoperta, se vogliamo, visto che a Santa Maria della Scala, antico ospedale della Siena medievale, uno dei più antichi al mondo essendo stato edificato poco dopo il Mille (e che è stato tale fino agli anni 70 del secolo scorso), collocavano gli ammalati sotto stupende volte affrescate dai pittori cittadini,
convinti che la contemplazione del bello (e del vero trattandosi di arte sacra) fosse curativa.
Inultimo ma non per ultimo, “Maugeri in Arte” è anche il modo in cui istituzioni sanitarie, culturali, educative possono collaborare per comunicare ai cittadini, ognuna per il pezzo che le compete, la bellezza di percorso di cura, Maugeri, di un’esperienza educativa in ambito musicale, Conservatorio Nicolini di Piacenza  o dell’accoglienza e la formazione universitaria, Collegio Lorenzo Valla e Associazione Back to College.
L’arte come terreno di cooperazione istituzionale, per spiegar e ai cittadini il valore delle loro istituzioni.

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