Il Gruppo Auchan Retail Italia vende tutto a Conad.

Auchan vende a Conad

Adesso è ufficiale, e nel settore è la notizia dell’anno: Auchan dismette tutte le attività in Italia. Ben 46 ipermercati e circa 230 supermercati su quasi 1600 punti vendita (con circa 20.000 addetti) della grande distribuzione con il marchio Auchan e Simply. In possesso della multinazionale francese rimangono i 50 centri LillaPois , la catena di drugstore specializzati in bellezza, cura della persona e igiene della casa con i punti vendita di Brescia, Crema, Lecco e qualche punto vendita a Milano, quelli nel circondario bergamasco.

Chi compra è Conad, che così lancia la sfida a Coop per diventare la più grande catena della Grande distribuzione in Italia: la rete di imprenditori del commercio al dettaglio ha chiuso ieri un accordo con Auchan Retail per l’acquisizione della quasi totalità delle attività di Auchan Retail Italia. Lo annuncia direttamente Edgard Bonte, presidente di Auchan Retail, con una lettera distribuita in ogni negozio e indirizzata “A tutte le Collaboratrici e a tutti i Collaboratori”.

Sindacati in allerta

“Questa è la ritirata di Russia di Auchan, aldilà dei toni enfatici e solenni che il presidenti usa verso i suoi collaboratori – dice Alberto Citerio, segretario generale FISASCAT CSIL Bergamo: la dichiarazione di una sconfitta di cui bisogna prendere atto. Intanto, non conosciamo ancora quale sarà l’impatto sulla forza lavoro che coinvolge un numero notevole di dipendenti, a Bergamo sono circa 700 persone su tre ipermercati (Bergamo, Curno e Antegnate) e su quattro negozi SMA. FISASCAT CISL Bergamo sarà molto attenta alle sorti di ogni negozio e di ogni posto di lavoro, che devono essere salvaguardati, così come le eccezionali professionalità e esperienze dei lavoratori. A nostro modo di vedere la soluzione con Conad è l’unico modo per salvare queste attività. Questa vicenda – conclude Citerio – interroga pesantemente su quello che oggi è lo stato del settore della distribuzione a livello nazionale e in territori ricchi come il nostro. Consumi fermi, un proliferare di nuove aperture e una riduzione di redditività di ogni catena. Temiamo purtroppo che Auchan sia solo l’inizio di un riassetto complessivo di tutto il settore, che oggi non regge più”.

“Chiediamo a Conad di fare immediata chiarezza in merito ai piani occupazionali e commerciali che intende adottare” ha commentato oggi Mario Colleoni, segretario generale della FILCAMS-CGIL di Bergamo. “Abbiamo l’esigenza di avere rassicurazioni immediate rispetto al futuro delle lavoratrici e dei lavoratori che operano nei vari punti vendita. Insieme ai funzionari Nicholas Pezzè e Giuseppe Errico che seguono per il sindacato i negozi Auchan della bergamasca cercheremo di tenere monitorato il più possibile questo passaggio delicato da un Gruppo all’altro. Coordinandoci con la FILCAMS-CGIL nazionale, valuteremo ogni iniziativa che servirà per avere un’interlocuzione immediata con la nuova proprietà che ha il dovere di illustrare le strategie che intende definire anche a livello locale. È anche fondamentale che la politica ponga tutta l’attenzione necessaria a questa vicenda per evitare che i costi di quest’operazione si scarichino sui lavoratori. Va evitato a tutti i costi che il territorio subisca un impatto sociale negativo. Ci auguriamo che Conad faccia prevalere il senso di responsabilità nella gestione dell’operazione nel suo complesso e che metta al centro del suo progetto commerciale i lavoratori e le lavoratrici”.

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