Scioperi H&M a Stradella: non accennano a chetarsi le agitazioni  intorno al polo H&M di Stradella.

Scioperi H&M a Stradella

E’ Brigida Paola Sampino, Delegata Si Cobas per l’impianto xpo Logistics H&M di Stradella a farsi latrice del comunicato appena battuto da Marco Villani, coordinatore provinciale di Pavia. Ecco le motivazioni alla base delle agitazioni.

Le parole ufficiali

“Lo sviluppo del settore della distribuzione delle merci, grazie al parallelo sviluppo dei mezzi informatici complementari, sta da tempo virando verso il cosiddetto “shopping online”, sostituendosi e mettendo in crisi la precedente fase dello “shopping” al dettaglio. Qualsiasi abitudine coinvolga i consumatori è una diretta conseguenza dei mezzi che gli vengono messi a disposizione e di come si configura il mercato; diverse aziende dell’abbigliamento low cost si stanno dando battaglia su questo fronte, tra le quali H&M, che ha registrato recentemente, come tutte una forte flessione delle vendite nei propri negozi e sta incrementando di conseguenza i propri investimenti nel settore e-commerce per stare al passo della concorrenza.” Esordisce Villani.

Passaggio critico all’e-commerce

“E’ indubbiamente una fase cruciale in cui milioni di lavoratori sono direttamente coinvolti, sia coloro che sono impiegati nella fase commerciale, sia quelli impiegati nei magazzini. Purtroppo la maggior parte dei lavoratori si trovano ad affrontare con parziale rassegnazione e passività questi passaggi critici, sia che si tratti della tempestiva chiusura di punti vendita o al contrario delle promesse di incremento del personale nei centri distributivi. Il coinvolgimento dei lavoratori, dei produttori di ricchezza, in questa fase epocale non viene stimolata da coloro i quali dovrebbero farsene carico; i sindacati confederali, firmatari del CCNL, hanno purtroppo intrapreso una strada vòlta ad assecondare in tutto e per tutto le richieste che le imprese avanzano in questa circostanza; risultato, viene imposta massima flessibilità, elasticità, reperibilità, produttività ma agli operai ed alle operaie poco torna in tasca di tutto il sacrificio richiesto. Sia ben chiaro, ogni lavoro costa sacrificio ma che tale sacrificio sia ben retribuito è un diritto che rivendichiamo senza mezzi termini.”

Questione economica

“900-1200 euro al mese non sono sufficienti senza dubbio. Non lo sono quando ti vengono richieste pre-stazioni a volte di 6 (anche 4, nei fatti) fino a 10 ore giornaliere e, come se non bastasse la flessibilità concessa alle cooperative, nel nuovo CCNL di settore si stabilisce che gli straordinari possono venire calcolati su base quadrimestrale (art.9), sdoganando pure di fatto (alle premesse del capitolo 3) il lavoro a chiamata. E’ chiaro a tutti, lavoratori e lavoratrici in-primis, che questa fase va gestita in maniera responsabile ma anche decisa per non creare presupposti che vadano a ledere in maniera permanente i diritti di chi questa “transizione” la sta traghettando sulle proprie braccia.
Il principio del lavoro “usa e getta” che vorrebbe passare secondo la prassi che se non ti piace “la porta è là” e “vai bene, finché duri” (come in Amazon, d’altronde) va assolutamente superato. Inoltre la cosiddetta conciliazione vita-lavoro prevista nella contrattazione di secondo livello, lautamen-te finanziata alle aziende attraverso consistenti sgravi contributivi dopo l’approvazione del Jobs Act (in ultima istanza dal decreto interministeriale del 12 ottobre 2017) deve necessariamente essere vincolata innanzitutto alle istanze materiali di maggiore redditività del salario diretto e del rispetto delle necessità umane-biologiche-sociali-famigliari degli operai e delle operaie; qualsiasi proposito venga messo in atto senza tali presupposti vale solo come ulteriore regalo alle imprese.”

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Questione aggressione

Qui è importante aprire un focus, Villani infatti – mediante questo comunicato ufficiale – asserisce che non ci siano state le aggressioni di cui si è data notizia nei giorni passati. Un comunicato stampa ufficiale di CGIL Pavia riferiva di reiterate aggressioni e un clima intimidatorio, da parte dei Cobas, verso i lavoratori che si recavano a svolgere le proprie mansioni: “Oggi durante la seconda giornata di blocco e picchetto organizzato dal sindacato autonomo presso lo stabilimento H&M/XPO a Stradella (PV), la tensione è sfociata in atti di violenza verso i lavoratori da parte degli attivisti del SI COBAS.Intorno alle 6:00 di questa mattina, quando la maggior parte dei lavoratori si sono presentati ai cancelli manifestando la loro intenzione di entrare al lavoro, hanno trovato nuovamente l’accesso interdetto da una decina di sindacalisti ed attivisti del SI COBAS, estranei all’impianto. Ne è nato un conflitto sfociato in aggressioni, insulti e strattoni, ed in particolare modo la violenza è stata indirizzata verso la nostra delegata Livia. Denunciamo il pesante clima intimidatorio al quale, quasi quotidianamente, vengono sottoposti i delegati e le delegate della nostra organizzazione, forse derivato dalla volontà della CGIL di affermare attraverso la contrattazione e le tutele diritti e legalità nel lavoro.”

I Cobas smentiscono

Villani smentisce tale contenuto. “Vogliamo soprassedere sulle fantasiose accuse, artatamente premeditate, di inesistenti aggressioni che ci vengono mosse da chi vorrebbe distogliere l’attenzione dall’iniziativa sindacale vera e propria (e che mira sì, per sua natura, alla mediazione tra le rivendicazioni degli operai e delle operaie e la brama di profitto delle imprese) e portarla su di un piano fittizio e vacuo, di mera visibilità, che non siamo dispo-sti ad accogliere né accettare. La lotta dei lavoratori della Xpo Logistics/H&M di Stradella è ripresa dopo lunghi periodi di duro lavoro, quando il riscontro materiale che tutti gli accordi sindacali stipulati funzionalmente da altre OO.SS.  meno rappresentative nei fatti, e che mai ne hanno discusso i contenuti PRIMA coi lavoratori e le lavo-ratrici, hanno portato ben poco beneficio ed ulteriore sacrificio mal pagato. Se l’e-commerce e la logi-stica ed i trasporti ad esso connessi rappresentano certamente il futuro dello sviluppo economico-commerciale su cui predicare del nuovo, presunto o vero benessere, non saranno i lavoratori addetti a portarne le sole croci. Servono regole e punti fermi. Su questo, ne siamo certi per averne vagliato a fondo proprio con operai ed operaie, al di là della loro adesione “sindacale”,  le reali problematiche e necessità, la nostra posizione è risoluta.”