Clamoroso al Pirellone. La risoluzione sulla mitigazione e il contrasto dei cambiamenti climatici è stata bocciata dal Consiglio regionale. Il documento ha incassato il voto favorevole di 33 consiglieri e quello contrario di 40 rappresentanti dell’Aula. Almeno sette dunque i franchi tiratori. Un consigliere non ha invece votato. Il voto segreto sul documento ha portato un brutto scherzo alla maggioranza.

Il fatto

Il “fatto” è accaduto pochi minuti fa al Pirellone dopo oltre 4 ore di dibattito in Aula. La maggioranza è inaspettatamente “andata sotto” e il documento è “saltato”. E ora a caccia ai franchi tiratori. Con tutta probabilità di Forza Italia o Lega, i gruppi più numerosi in Consiglio. In questo momento al Pirellone è in corso una riunione d’urgenza convocata dai gruppi politici per cercare di capire cosa ha portato al “corto circuito”.

Cosa è accaduto

Più che sulla “bontà” del documento, sul quale peraltro si erano indirizzate le critiche dell’opposizione, la bocciatura della risoluzione però quasi certamente va ricercata in altre questioni che non riguardano l’oggetto in discussione oggi. Su tutte, uno sgarbo di Forza Italia alla politica “aggressiva” sulla vicenda della revisione dei confini delle Asst o una sorta di “sfiducia” degli stessi azzurri nei confronti dell’assessore all’Ambiente, Raffaele Cattaneo. Non è esclusa nemmeno la “pista leghista”, anche se il fatto che relatore del documento fosse il consigliere del Carroccio Riccardo Pase sembra portare a escludere questa ipotesi.

La relazione in Aula

Il documento è stato presentato in Aula da Riccardo Pase della Lega: “Abbiamo cercato di redigere e illustrare una risoluzione ambiziosa. Magari si poteva anche fare meglio, ma sicuramente ci sembra un passo importante. Del resto siamo convinti che Regione Lombardia debba tornare protagonista anche su un tema così “alto”. La risoluzione ha diversi obiettivi: un piano regionale del clima, l’istituzione di un tavolo di coordinamento e la ricerca di una crescita sostenibile”. Le linee guida che dovranno ispirare il tavolo saranno contenute nel Piano Regionale “Clima ed Energia”

La relazione dell’assessore

“Si tratta del tema politico più importante di questi ultimi anni – ha osservato l’assessore all’Ambiente, Raffaele Cattaneo – e le strategie che si attueranno saranno fondamentali per il nostro futuro”. Il rappresentante della Giunta ha fatto una disamina severa della questione, cercando però di mettere in luce elementi positivi: “La situazione è senz’altro grave, ma c’è un approccio decisamente catastrofista. E’ in pericolo il pianeta terra come lo conosciamo noi, non il pianeta terra in assoluto”.

Gli scenari futuri

Sotto la lente le emissioni di gas serra nei Paesi che hanno raggiunto lo sviluppo la constatazione che questa tendenza è destinata a crescere. Le anomalie climatiche che andranno a interessare (già lo stanno facendo) l’Italia rappresentano un campanello d’allarme che non può più essere trascurato. “C’è stato un aumento di un grado e 78 rispetto agli anni ’70 – ha osservato Cattaneo – e un altro grado e mezzo di aumento è previsto tra il 2021 e il 2050. Se non facciamo nulla, per il 2100 sono previsti altri aumenti con eventi estremi e pericoli”.

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Milano candidata a “Cop 26”

Come detto, Regione Lombardia si candida a ospitare l’edizione 2020 di “Cop 26”, la conferenza mondiale sui cambiamenti climatici. “L’Italia ha proposto la sua candidatura – ha osservato ancora l’assessore – Siamo evidentemente d’accordo, ma il Governo ha proposto Napoli come sede di questa conferenza. Forse perché il ministro all’Ambiente Costa è di lì, ma non ci sembra il criterio migliore per una scelta così importante”.

Il dibattito

In Aula, l’opposizione ha sollecitato la Giunta a schiacciare sull’acceleratore come ad esempio il capogruppo, Fabio Pizzul: “Pensiamo sempre che le cose accadano dopo, mai ora, mai a noi, ma questa volta è davvero il caso di darsi tutti una mossa. Abbiamo apprezzato la disponibilità del relatore e dell’assessore, ma il documento arrivato in Aula oggi non è all’altezza”. Concetto ribadito anche da Massimo De Rosa del Movimento 5 Stelle: “Il problema ci sarà e c’è già, molto dipenderà dagli stanziamenti della Regione. I pericoli stimati tra il 2050 e 2100 non possono essere presi sottogamba”. Del resto, il M5S ha bocciato il documento: “Pochi impegni concreti su mobilità sostenibile, efficientamento energetico, educazione alimentare”, ha chiosato Marco Degli Angeli. Critico Michele Usuelli di +Europa: “Nella risoluzione si parla di obiettivi a medio lungo termine, ma non vedo nella risoluzione e nella relazione come si intende raggiungere questi obiettivi. Sui trasporti poi abbiamo deroghe su deroghe, ma lavoriamo almeno sul rinnovamento del parco caldaie”. Da Matteo Piloni del Pd è arrivata un’altra sollecitazione: “Il 2050 è dopodomani. Non guardiamo solo buone intenzioni, ma prendiamo impegni precisi…5 milioni di euro all’anno non sono niente per il bilancio della regione significherebbe 20mila all’alberi piantumati in un anno”. Marco Alparone, Forza Italia, ha lanciato una stoccata al sindaco di Milano, Giuseppe Sala: “E’ una risoluzione che offre delle opportunità e prospetta delle soluzioni, pensando a dei “ponti”, al contrario di un sindaco di una città di 3 milioni di abitanti che sembra invece cercare di costruire un muro attorno a sé, senza pensare alle persone più deboli, a chi non può comprare una macchina nuova da oggi a domani”. Paolo Franco di Forza Italia ha osservato: “Una Regione come la Lombardia cercava e voleva trovare unanimità di consenso su un tema importantissimo. In questo documento troviamo anche soluzioni rispetto al bieco ambientalismo che spesso accompagna i dibattiti su questo tema”. Delusa Francesca Ceruti della Lega: “Il documento era volutamente un po’ generico, c’erano cinque, sei linee guida, invece in molti hanno voluto mettere una bandierina con la presentazione di emendamenti su questioni specifiche”.

Tutte analisi che hanno anticipato il colpo di scena finale.

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