Il 14 febbraio l’azienda Sirti ha annunciato l’intenzione di licenziare 833 lavoratori e aprirà una procedura di riduzione del personale. Per questo motivo mercoledì 19 febbraio 2019, dalle 8 alle 12 invece, i dipendenti hanno scioperato per 4 ore con presidio in via di Vittorio a Mazzo di Rho.

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Licenziamenti Sirti: Cecchetti e Boniardi si rivolgono a Di Maio

“Ci sono 833 posti di lavoro a rischio, di cui circa 250 a Milano e in Lombardia, altrettante famiglie coinvolte. Sarebbe un disastro sociale oltre che occupazionale in un’area del nostro territorio già duramente colpito dal rallentamento produttivo globale che non sta risparmiando nessun Paese. Oltre ad esprimere la più totale solidarietà e vicinanza a questi lavoratori ho chiesto, in un’interrogazione al Ministro Di Maio, di fare il possibile e l’impossibile per tutelare i lavoratori della Sirti di Rho valutando ogni soluzione possibile per scongiurare i licenziamenti”.

Così i deputati della Lega Fabrizio Cecchetti, Commissario del Carroccio a Milano e vicecapogruppo vicario alla Camera, e Fabio Massimo Boniardi.

Interrogazione a risposta scritta

Ecco il testo dell’interrogazione per il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio.

Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali

Per sapere; premesso che:

– sono state proclamate nella giornata odierna quattro ore di sciopero (dalle 8 alle 12) con presidio avanti ai cancelli della Sirti di Mazzo di Rho contro gli 833 licenziamenti annunciati dall’azienda specializzata nella progettazione, realizzazione e manutenzione di reti di telecomunicazioni;
– dopo Palermo, Galatina (Lecce) e Calenzano (Firenze), la protesta oggi ha avuto luogo nella sede di via Di Vittorio, alle porte di Milano;
– i sindacati ritengono inaccettabile che la Sirti abbia deciso di lasciare a casa proprio quei lavoratori che dovrebbero portare a termine il piano banda ultralarga e intraprendere le attività previste per il 5G;
– tra gli 833 lavoratori in esubero, infatti, ci sono anche coloro che posano la fibra e lavoratori del radiomobile;
– secondo il sindacato il motivo vero dei licenziamenti annunciati è che “i gruppi dirigenti aziendali vorrebbero guadagnare di più utilizzando in maniera selvaggia appalti e subappalti”, non escludendo in futuro ulteriori tagli;
– l’azienda, dal canto suo, ha precisato che quella avviata è una «fase di negoziazione finalizzata all’implementazione di un nuovo assetto organizzativo della propria business-unit Telco infrastructures, per allineare il business alle attuali condizioni di mercato e salvaguardare la competitività a lungo termine del Gruppo»;
– tale decisione è stata classificata dall’azienda stessa «inevitabile e difficile», motivata dalla contrazione del giro d’affari che ha interessato tutti gli operatori del settore, Sirti compresa:
– se e quali iniziative di propria competenza il Governo intenda adottare in merito a quanto esposto in premessa, al fine di scongiurare i licenziamenti preannunciati e salvaguardare i livelli occupazionali e le professionalità acquisite.