Matteo Salvini a Pavia: l’annuncio del suo arrivo il 7 maggio in città per un comizio che si dovrà tenere in piazza della Vittorio ha generato una “lite” social tra il ministro Gian Marco Centinaio e il sindaco uscente Massimo Depaoli.

Matteo Salvini a Pavia

L’annuncio lo ha fatto lo stesso vice premier e Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in un evento postato su Facebook: il 7 maggio sarà a Pavia a sostegno della campagna elettorale della Lega, in vista delle prossime elezioni Comunali del 26 maggio.  E proprio la “location” dell’appuntamento clou della campagna di Fabrizio Fracassi (candidato sindaco per la Lega a Pavia), ha scatenato una querelle fra Massimo Depaoli, ormai ex sindaco (in quanto dimissionario) e il ministro Gian Marco Centinaio.

Il post di Depaoli

Tutto è iniziato da un post pubblicato da Depaoli (che si ricandiderà senza il sostegno del PD, a capo di una lista civica) nel quale viene sollevato il problema della sicurezza:

“Vedo dagli annunci che fra qualche giorno Salvini interverrà a Pavia in piazza della Vittoria.
Ora, dato il più che scontato afflusso di persone, vorrei sapere quali misure di sicurezza verranno adottate e se piazza della Vittoria sarà ritenuta dalle autorità competenti il luogo adatto per ospitare una manifestazione del genere.
Lo dico perché il Comune di Pavia ha dovuto rinunciare a tenere concerti in piazza della Vittoria per le limitazioni imposte dalle norme sulla sicurezza, e per un numero di spettatori stimato molto inferiore a quello previsto ora.
Mi aspetto che le prescrizioni siano quindi molto più rigide in questo caso. Per esempio, gli esercenti della piazza sappiano chi ringraziare se quel giorno tutti i loro tavolini spariranno, una delle misure per le quali avevamo deciso di non penalizzarli e quindi di spostare gli eventi.
La sicurezza tanto sbandierata deve valere in primis per il ministro”.

 

A rispondergli è il ministro Centinaio, che a Pavia è stato vice sindaco nella giunta Cattaneo: “Rettifichiamo il post dell’ex sindaco di Pavia. I concerti non li avete fatti non per motivi di sicurezza ma per vostra incapacità a realizzare eventi degni di tale nome”.

La replica di Depaoli non si è fatta certo attendere:

“Parli di un ministro, se ne innervosisce un altro. Peccato per lui, si sarebbe potuto rilassare e divertire se fosse venuto a uno degli spettacoli in Castello, di Caetano Veloso o di Giacobazzi, a un dj set in piazza Vittoria, a un concerto in piazza del Carmine o a una delle tante mostre fotografiche in Castello o in Broletto. Se ci fosse venuto non sarebbe 100% preso male”.

E la Prefettura?

La Prefettura di Pavia, ha fatto sapere in un comunicato che “Martedì 30 aprile si è tenuta una seduta del Comitato Provinciale di Ordine e Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto, Silvana Tizzano, e convocato per individuare e programmare tutte le misure idonee a garantire il regolare svolgimento delle consultazioni amministrative ed europee del prossimo 26 maggio.

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In particolare, il Prefetto ha richiamato l’attenzione sull’esigenza da un lato, di assicurare il puntuale rispetto delle direttive diramate dal Ministero dell’Interno in tema di manifestazioni pubbliche, dall’altro, di garantire a tutte le forze politiche il pieno ed uniforme esercizio del diritto alla propaganda elettorale.

Al riguardo, come avvenuto negli anni scorsi, il Comune di Pavia posizionerà, in Piazza della Vittoria, lato Chiesa di Santa Maria Gualtieri, un palco che resterà montato fino al 24 maggio prossimo, salvo ulteriori necessità determinate dall’eventuale ballottaggio.

Tale decisione è stata assunta d’intesa con le Forze dell’Ordine ed il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, presenti alla riunione, essendo stata verificata l’idoneità della Piazza in termini di capienza e di vie difuga.

Il Prefetto, infine, intendendo regolamentare anche tutti i comizi/propagande che si terranno nella provincia nel periodo di campagna elettorale, ha preannunciato la convocazione di una riunione con le Forze dell’Ordine e con tutti i segretari dei partiti, che prenderanno parte alle competizioni elettorali, per condividere un codice di regolamentazione e sensibilizzarli affinché la normativa disciplinante l’attività di propaganda elettorale venga scrupolosamente osservata”.

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