Matteo Salvini su Facebook a testa in giù come Mussolini: il post (poi rimosso) dell’esponente PD Ottavio Giulio Rizzo, fa arrabbiare il vicepremier che annuncia querele.

Matteo Salvini su Facebook a testa in giù

Campagna elettorale sempre più incandescente a Pavia, soprattutto in vista dell’arrivo domani, in piazza della Vittoria, di Matteo Salvini. E così, dopo la “lite” social tra il ministro Gian Marco Centinaio e il sindaco uscente Massimo Depaoli e la denuncia dell’eurodeputato Angelo Ciocca sull’esistenza di un volantino che inviterebbe ad unirsi per manifestare contro “Il Capitano” ecco comparire sul profilo Facebook dell’esponente PD Ottavio Giulio Rizzo un post in cui il Ministro dell’Interno appare a testa in giù al fianco di Mussolini.

Il chiaro riferimento è alla decisione di Salvini di parlare dal balcone del palazzo comunale di Forlì, lo stesso dal quale il Duce tenne vari comizi.

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L’annuncio di querela

Il post, poi subito rimosso da Rizzo, ha fatto arrabbiare lo stesso Salvini, che lo ha ritwittato, annunciando querele:

“Post di candidato “democratico” a Pavia. Bacioni e querela, buona domenica agli amici del Pd”.

 

 

Dal canto suo l’esponente PD, dopo aver prontamente rimosso il post, ha così risposto al vice premier:

“Capisco che FB non sia il posto migliore per dissertazioni sulla filosofia della politica, e che la campagna elettorale renda la cosa ancora più complicata. Però una manciata di doverose precisazioni mi paiono dovute, per quanto ovvie. (Ah, quanto hanno bisogno di essere richiamate le cose ovvie!)
La prima è che ovviamente non auspico l’impiccagione di chicchessia, non fosse per il banalissimo punto che le sentenze capitali sono contrarie all’ordinamento costituzionale nonché all’insegnamento della Chiesa.
La seconda è che il 99% dell’offerta politica di Salvini è, opinabilmente, orribile ma è politica: si combatte con controproposte, ci si sottopone al voto dei cittadini, si governa o si fa opposizione; e poi ci si combatte nuovamente con proposte contrapposte, si va al voto, e così via.
La terza, ed è il vero problema, è che Salvini per tirar su un mezzo punto percentuale in più oltrepassa il limite che un uomo politico dovrebbe tenere invece sempre ben fermo: va a solleticare gli istinti dei nostalgici del, come lo definiva il Gran Lombardo, luetico ed eredoluetico. Ed è a questo punto che qualsiasi italiano, essere di destra o di sinistra non c’entra nulla, dovrebbe avere come DOVERE civile la replica indignata. Salvini stia lontano dal rievocare la memoria di Mussolini, e tutti staranno lontani dal rammentargli la giusta (per il contesto storico dell’aprile 1945) fine di Mussolini”.

 

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