Minacce e insulti verso tre donne appartenenti al gruppo di Centrosinistra, nella Bassa.

Minacce e insulti

Per ciò che concerne la situazione nel Pavese, è lo stesso Pd regionale a diffondere una nota di solidarietà verso la Grossi e la Invernizzi.

“Il gruppo regionale del Partito Democratico esprime la propria solidarietà a Silvia Grossi e Graziella Invernizzi del Pd di Pavia per le minacce e gli insulti ricevuti in queste ore sui loro profili Facebook e da loro stesse denunciati. Siamo al loro fianco, contro chi sparge odio e intolleranza. Contro un gesto ancora più odioso perché compiuto in coincidenza con l’8 marzo. La forza di donne come Silvia e Graziella è la forza di tutto il Pd.”

Qui la segnalazione della Grossi sulla sua pagina Facebook, in cui mostrava alcuni odiosi e violenti messaggi indirizzati a lei e alla collega di partito.

“Ci sono cose che secondo alcuni piccoli uomini Graziella Invernizzi ed io non dovremmo permetterci di fare: avere un libero pensiero, avere un impegno politico, e avere l’aggravante di essere donne. Ecco la nostra #8marzo collection. Uno per me e l’altro per lei. Scendete in piazza oggi, facciamoli smettere.”

Per coloro a cui non fosse ancora chiaro che gli insulti sui social sono penalmente perseguibili, ecco un’occasione per imparare, e regolare il proprio comportamento pubblico.

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Un copione simile a Lodi

Copione tristemente simile anche a Lodi dove, in occasione delle primarie del Pd, Laura Tagliaferri, consigliere comunale a Lodi e segretario cittadino del partito ha ricevuto telefonate minatorie contro il partito e contro le persone che stavano votando alle primarie. Tagliaferri si è accorta che il suo numero di telefono era indicato tra le pagine del sito Pd, così è stato semplice rintracciarla e bersagliarla. Sull’episodio indaga la Digos.

E per chi crede ancora che sia un problema di Destra o Sinistra, sempre a Lodi, dall’altra parte della barricata, il sindaco leghista Sara Casanova era stata a sua volta oggetto di odiosi insulti sui social, in cui, a seguito delle sue decisioni relative al discusso caso mensa, le veniva augurato di abortire.