“Mongolino d’oro…”, bufera in Aula al Pirellone tra Partito democratico e Movimento 5 Stelle.

Il fatto

E’ accaduto poco fa durante la sessione pomeridiana del Consiglio regionale dove il parlamento della Lombardia stava discutendo su un documento sul reddito di cittadinanza presentato da Carmela Rozza del Pd. Sotto la lente del rappresentante dell’opposizione le misure adottate dalla Regione, la collaborazione con il Governo centrale e i centri per l’impiego e, più in generale, le tappe di avvicinamento che porteranno in concreto alla realizzazione della misura prevista dal Governo targato Lega-M5S. Fino a quando non è spuntato fuori il “mongolino d’oro”.

La polemica sul “Mongolino d’oro”

Ad un certo punto della discussione, la parola è tornata proprio a Rozza che ha bacchettato il gruppo consiliare pentastellato, reo “di dare un po’ troppa lezione su certi temi”, in soldoni, di fare un po’ i professori. Un atteggiamento che non è piaciuto al consigliere del Pd che ha tuonato duro: “Vorrei ricordare a chi ha vinto il ‘Mongolino d’oro’ vincendo le ultime elezioni politiche che forse andrebbe ricordato il vecchio detto. Ovvero che chi ‘troppo si loda, si sbroda’. Un po’ più di moderazione e umiltà non guasterebbe”.

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La reazione pentastellata

Un paragone e un richiamo a un “premio” immaginario, né più né meno di quello che potrebbe essere oggi il Tapiro di Staffelli a Striscia la notizia, che spesso si usa negli sfottò tra amici che proprio non è andato già ai rappresentanti in Regione del Movimento 5 Stelle. Tanto che Andrea Fiasconaro ha chiesto subito un intervento del presidente del Consiglio, in quel momento era di turno Carlo Borghetti del Pd. “Termine fuori luogo, esempio fuori luogo. Siamo sempre nella terza aula parlamentare d’Italia”, ha incalzato Fiasconaro che poco prima aveva polemizzato anche con Viviana Beccalossi (Gruppo misto) per un presunto paragone e collegamento tra reddito di cittadinanza e voto di scambio.

Le scuse

“Il termine mongolino d’oro non era certo un riferimento alle persone con disabilità, né alle disabilità – ha osservato Rozza – E’ un modo di dire goliardico, popolare che si usava in senso ironico, ma se qualcuno si è risentito, me ne scuso”.

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