Popolo della Famiglia affonda pesantemente contro il ciclo di incontri in programma all’IPSIA in collaborazione con Arcigay Pavia.

Popolo della Famiglia di Pavia

Il Circolo Popolo della Famiglia di Pavia e provincia dissente pubblicamente, attraverso un comunicato pubblico, sulla scelta dell’IPSIA di organizzare una serie di conferenze presso l’istituto scolastico tenute dall’Arcigay di Pavia. Dopo le numerose polemiche a livello nazionale derivate dalle dichiarazioni del Vescovo di Pavia durante un incontro con gli studenti e le sue esternazioni sull’omosessualità, probabilmente la scuola ha deciso di offrire agli studenti anche un’altra campana. Ciò ha scatenato il Popolo della Famiglia.

“Indecente manovra”

“Il Circolo Popolo della Famiglia di Pavia denuncia l’indecente manovra messa in atto nelle scorse settimane all’ IPSIA L. Cremona di Pavia, consistente nella promozione di un ciclo di incontri, da tenersi da parte di militanti dell’arcigay, nelle classi superiori dell’Istituto professionale. Arcigay è una organizzazione schierata e ideologizzata a senso unico. Ci chiediamo a questo punto perchè non far entrare nelle scuole i partiti politici Soprattutto è surreale che tali attivisti vengano chiamati per parlare di “educazione alla salute”, cioè su un tema per il quale c’è un evidente conflitto di interesse fra le esigenze sanitarie e gli interessi di questa organizzazione.

“Promossa la logica del libertinaggio”

Arcigay, infatti, da sempre sostiene e promuove la logica del libertinaggio sessuale, del “diritto al piacere”, dello sdoganamento dei rapporti omoerotici, del sesso occasionale anche fra adolescenti, e in generale di comportamenti che cozzano direttamente con le esigenze della salute pubblica. E’ un dato di fatto che chi vive secondo il loro “stile” ha, ad esempio, riguardo all’AIDS, “un rischio di contagio 19 volte più alto che nel resto della popolazione”. Non lo diciamo noi, ma l’OMS.  E’ quindi inaccettabile che, proprio su tematiche così vitali, come la salute, ci sia affidi all’ Arci Gay e alla sua faziosità. Esistono agenzie indipendenti che possono fornire notizie e indicazioni molto più attendibili e serie in proposito, non viziate dagli stereotipi di chi vuole imporre il suo dogma della “sessualità liberata”, negando aprioristicamente che ciò possa costituire un problema.

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“Regime arcobaleno”

Un ultima domanda: come mai questi corsi proprio adesso? Non sarà una ritorsione dopo l’intervento di un mese fa del Vescovo Sanguineti, accusato di omofobia (proprio dall’Arcigay), per aver parlato di castità e giudicato negativamente i rapporti “disordinati”? Qualcuno lo aveva minacciato pure di morte e di galera… Povero Vescovo, non sapeva che nel regime della santa inquisizione arcobaleno non si può dire niente che si discosti dalla “Verità” imposta delle associazioni LGBT. Corsi “riparativi”, dunque, per lavare l’onta (alla faccia di chi non crede nelle teorie “riparative”). A questo punto noi proponiamo la riparazione della riparazione. E cioè che si possano fare dei corsi per sostenere il valore della castità e della purezza, e la prevenzione delle tendenze disordinate. Sarà possibile nel regime arcobaleno? Oggi questo dubbio è più che legittimo.