Spandimento fanghi: “Una pratica che non può non essere sottoposta a controlli e regole”. “Abbiamo chiesto aggiornamenti nella consapevolezza che bisogna accorciare i tempi di intervento”.

Spandimento fanghi: “Una pratica che non può non essere sottoposta a controlli e regole”

Il problema nel pavese è davvero ‘sentito’. Nel senso che i cittadini ne percepiscono la presenza: si tratta dello spandimento dei fanghi, una pratica che se aiuta l’agricoltura, non può non essere sottoposta a controlli e regole.

“Tre mesi fa avevamo esultato perché la Giunta regionale aveva finalmente deliberato la riduzione delle tipologie di fanghi ritirabili per l’utilizzo in agricoltura. Per noi era stato un successo perché è una limitazione che abbiamo voluto e chiesto con forza. Ma ora non basta: Regione Lombardia deve assolutamente aiutare i territori che proprio in queste settimane stanno fronteggiando un’emergenza fanghi”, è il commento di Giuseppe Villani, consigliere regionale del Pd e componente della Commissione Agricoltura dove di recente, sul tema, c’è stato un incontro con l’assessore all’Ambiente Raffaele Cattaneo.

“Abbiamo chiesto aggiornamenti nella consapevolezza che bisogna accorciare i tempi di intervento e dare quanto prima regole più stringenti che aiutino le nostre province in sofferenza per questo motivo – prosegue Villani –. Più velocemente si attuano le decisioni in merito e meglio sarà per tutti. Avevamo già detto a giugno quanto sia importante la riduzione di circa il 30% delle tipologie di fanghi ammissibili in agricoltura a oggi previste e comprendiamo che 12 mesi per far entrare in vigore le regole dopo la pubblicazione sul Burl, come ci è stato riferito, sono congrui per studiare anche strade alternative. Ma oggi c’è veramente un’urgenza per la bassa Lombardia. Dobbiamo intervenire subito”.

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I consiglieri Pd, Villani in testa, durante la seduta, hanno anche chiesto all’assessore a che punto sono gli altri impegni contenuti nella risoluzione, approvata dall’Aula all’unanimità su proposta iniziale del Pd, da cui è poi scaturita la delibera di Giunta: “Nel dispositivo dell’atto non si parlava solo delle tempistiche rapide e certe, ma anche della collaborazione con gli enti locali. Ad esempio, adottando un regolamento che disciplini le modalità di utilizzazione agronomica dei fanghi, in modo che i criteri siano omogenei in tutta la regione. Inoltre, favorendo accordi tra gli enti territoriali per incrementare e migliorare i controlli in fase di spandimento al suolo. Ma la risposta dell’assessore è stata molto vaga”, conclude il dem.

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